Le ricostruzioni dei Fori di Cesare e di Augusto Sotto le volte di Apollodoro le meraviglie del museo dei Fori Video, acquerelli e simulazioni al pc aiutano nel viaggio alle origini di Roma 'La prossima mostra sarà dedicata ai Daci' le opere in mostra L' espressione terrificante di Giove Ammone, impressa nel marmo lunense dagli scalpellini di Augusto, fa capolino dal clipeo in gesso. Mentre, un passo più in là, una cariatide (forte e gentile, anche se si tratta di un calco in vetroresina) sorregge sul capo la trabeazione originaria. Sembra di essere tornati sotto l' attico dei portici del Foro voluto dal primo imperatore di Roma, più di 2000 anni fa. Si prova meraviglia (un viaggio a ritroso nel tempo favorito dalla visione delle animazioni al computer, dei video e dei semplici, ben fatti, acquerelli) nel vedere ricostruiti, sotto le magnifiche volte di Apollodoro di Damasco, gli alzati di importanti elementi architettonici e scultorei dell' architettura antica di Roma. Questa ed altre simili reintegrazioni sono l' elemento caratterizzante - filologico e scenografico al tempo stesso - del Museo dei Fori Imperiali che riapre oggi, dopo due anni e mezzo di chiusura per lavori, ai Mercati di Traiano. Ma davanti alle decine di frammenti marmorei, disposti nella grande aula, nelle sale del primo livello e in quelle del piano superiore, dove dominano le ricostruzioni dei Fori di Cesare e di Augusto, si viene presi anche dalla nostalgia per tutto ciò che è andato perduto: l' arte nel suo insieme di corpo utile e bello. «Sono circa 40mila i frammenti ritrovati durante gli scavi degli anni Trenta e, da allora, conservati nei depositi», ha spiegato ieri il sovrintendente ai Beni culturali del Comune, Eugenio La Rocca. «E altri se ne sono aggiunti grazie agli scavi ripresi nel 1997». Ora ciò che rimane di questi capolavori andati in polvere (i marmi dei Fori vennero usati per farne calce) ha una nuova casa. Che si integrerà in futuro con «l' altro museo per i Fori, a palazzo Rivaldi. I cosiddetti Mercati - ha spiegato il sindaco, alludendo alla vera funzione di centro polifunzionale dell' edificio traianeo - è uno dei gioielli più importanti e inaspettati di Roma». Il turista che varcherà il portone di via IV Novembre 94, «troverà un mondo - ha sottolineato Walter Veltroni - non solo un museo». Sotto le volte di calcestruzzo «continueremo a proporre reading letterari e spettacoli teatrali, naturalmente consoni con la storia di questo luogo, oltre che mostre, innanzitutto quella sui Daci» (attualmente è in corso la personale dello scultore giapponese Ken Yasuda), spiega l' assessore alla Cultura, Silvio di Francia. Che annuncia: «I restauri, indispensabili, sono costati 5 milioni e 350mila euro. Ma 4 milioni verranno dalla legge Roma Capitale e permetteranno, dal 2008, di mettere mano alla parte inferiore dell' edificio di Traiano». Proprio il "padrone di casa" - l' uomo sotto il cui dominio, dal 98 al 117 d.C., l' impero raggiunse la massima estensione - è il meno "omaggiato", insieme con Nerva, dal nuovo museo. Nei Mercati spadroneggiano Cesare, con i resti dei suoi edifici (suggestivo il rilievo degli "amorini tauroctoni", con l' originale appoggiato sulla foto di ciò che è andato perduto); e Augusto, con i lacerti della sua colossale statua o con i frammenti del gruppo di Enea e Anchise, ricostruito grazie ai calchi di copie in Spagna. «Tranquilli, nel grande emiciclo, grazie ai futuri finanziamenti, troveranno posto le ricostruzioni degli attici della basilica Ulpia e della biblioteca di Traiano», spiega la direttrice Lucrezia Ungaro. Nelle due sale che s' affacciano sul Foro dell' imperatore «innalzeremo i due livelli dell' attico. Lo schema - sottolinea l' archeologa Marina Milella - è lo stesso dell' attico di Augusto: ma con gli imperatori al posto della testa di Zeus e i rudi Daci nella posizione delle cariatidi».
ROMA - Dopo due anni di lavori inaugurata ieri la nuova sede dei Mercati Traianei.
Il Museo dei Fori Imperiali, dopo due anni e mezzo di chiusura per lavori, è riaperto ai Mercati di Traiano. La mostra è dedicata ai Daci e presenta ricostruzioni dei Fori di Cesare e di Augusto. Il museo presenta circa 40mila frammenti marmorei, tra cui quelli dei Fori di Cesare e di Augusto, e altri se ne sono aggiunti negli scavi del 1997. I restauri, costati 5 milioni e 350mila euro, sono stati finanziati con 4 milioni di euro dalla legge Roma Capitale. Il museo presenterà mostre, spettacoli teatrali e letture letterarie, e sarà integrato con l'altro museo per i Fori, a palazzo Rivaldi.
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