L'Italia volta pagina. Da oggi si conoscerà in dettaglio il patrimonio immobiliare pubblico grazie al censimento appena concluso del Demanio: 30mila beni schedati in 2.800 città italiane. Fari, ville, caserme e terreni. Molti gioielli della storia del nostro Paese, ma anche nuove costruzioni, case cantoniere o edifici utilizzati dalle diverse amministrazioni. È la memoria, plastica e concreta, del nostro Paese. Un risultato epocale per il Demanio italiano, che vanta la storia più antica d'Europa. Fu Federico II a istituirlo sei secoli prima degli altri Paesi del Vecchio continente. Dopo gli anni bui di corridoi polverosi e documenti cartacei, oggi è diventata la punta di diamante dell'amministrazione pubblica italiana con un'efficiente gestione informatica all'avanguardia. Ma in fatto di beni immobili, c'è anche un'altra svolta tutta targata centro-sinistra: dall'anno scorso il Paese ha detto addio alle svendite del patrimonio. No alle cessioni di beni, sì alla valorizzazione. Un cambio di rotta che conviene anche alle casse pubbliche. «Un recupero di efficienza pari al 10 nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico - spiega il viceministro Vincenzo Visco - vale 2 punti di Pil in più. non vedo perché rinunciare». Questo il nuovo corso inaugurato nella Finanziaria varata l'anno scorso e proseguito quest'anno. Nel 2008 si recupererà un miliardo di euro grazie alla gestione efficiente degli immobili. «Ci siamo accorti che lo Stato pagava il triplo dei privati la gestione, e siamo andati a controllare - continua Visco - Al contrario si pagavano fitti pari a due volte il prezzo di mercato ». Il censimento, che riguarda i beni direttamente gestiti dal Demanio, è stato presentato ieri alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ogni bene è inserito in un fascicolo elettronico con informazioni su categoria patrimoniale, provenienza, localizzazione, tipologia, riferimenti catastali; disegna una vera e propria mappa dell'immobile: presenza di elementi di pregio e architettonici, vincoli, planimetria, accessi, recinzioni, componenti impiantistiche, scarichi e allacci, stato conservativo. «Questi beni saranno così finalmente accessibili a tutti i cittadini», ha dichiarato Elisabetta Spitz, direttore del Demanio - saranno accessibili a tutti i cittadini. L'operazione censimento è fatta in una logica di trasparenza. Più siamo controllati dall'esterno e più siamo contenti ». «Negli anni passati il patrimonio pubblico più fruttifero è stato venduto per coprire le spese correnti - ha aggiunto Visco con una stoccata all'amministrazione precedente Ora invece lo valorizzeremo per fare reddito, creare ricchezza e valore. E se il patrimonio rende venderlo è inutile. La conoscenza è la premessa. Oggi siamo in grado di gestire questo patrimonio e l'Agenzia è ora una sorta di società immobiliare in grado di competere sul mercato». Grazie a queste novità Visco si augura che anche in Italia si possa godere sì dei beni antichi,ma anche inserire nuove costruzioni. Francesco Rutelli raccoglie la sfida. «La nuova gestione del patrimonio pubblico - dichiara il ministro dei Beni Culturali - servirà anche per nuove sfide architettoniche a livello locale». Il censimento è partito quattro anni fa ed ha censito 30mila beni di cui 20.000 edifici e 10.000 terreni. Sul totale, 15mila sono i beni del patrimonio disponibile, 13mila quelli di uso governativo e 2.000 quelli appartenenti al demanio storico- artistico. Da specificare che la platea censita riguarda solo i beni gestiti direttamente dal Demanio, cioè solo una parte dell'intero patrimonio pubblico. Nel complesso l'Italia vanta numeri molto maggiori. Dal Colosseo alla Reggia di Caserta, dagli arsenali agli insediamenti militari, tra i beni immobili compaiono quasi 5mila complessi ad uso governativo, oltre 18mila unità di alloggi popolari, mille siti archeologici, 24.800 unità non residenziali a reddito, 424 musei, 565 strutture portuali, 343 chiese e conventi, 361 edifici all'estero. Trai 15mila beni disponibili gestiti dal Demanio sono stati individuati 2.500 immobili sparsi in 153 comuni ad alto potenziale di valorizzazione. Si tratta di edifici valorizzabili da subito. Sono concentrati per il 47 a Nord, per il 40 al centro e il 13 a sud. L'80di questo «tesoretto immobiliare » è concentrato in8 regioni italiane: Lombardia, Piemonte, Veneto, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Campania e Sicilia. Il censimento ha impegnato 1.600 persone e prodotto 150 mila rilievi, 70 mila planimetrie, 700 mila immagini e raccolto 400informazioni per ogni singolo bene censito. CASSA DEPOSITI E PRESTITI Mutui cinquantennali per aiutare i Comuni LA FINANZIARIA GLI EMENDAMENTI La Cassa depositi e prestiti sta studiando nuovi strumenti finanziari che possano consentire agli enti locali di ottenere le risorse necessarie per lo sviluppo e la gestione dei beni immobili affidati agli enti dall'agenzia del demanio. Lo ha detto Bernardo Bini Smaghi, responsabile della direzione gestione e supporto per le politiche di sviluppo della Cassa. Allo studio ci sono mutui, anche ipotecari, a durata cinquantennale e altri strumenti dotati di maggiore flessibilità. Questi strumenti garantiranno agli enti locali le risorse necessarie per lo sviluppo o la gestione dei beni della difesa che il demanio affiderà agli enti locali con concessioni a 50 anni. È una delle iniziative che si inseriscono nel nuovo corso sugli immobili inaugurato dal centro-sinistra. La Cassa parteciperà anche alla costituzione della Newco prevista dal decreto fiscale collegato alla Finanziaria per il lancio di joint-venture pubblicoprivato allo scopo di offrire alloggi ad affitto moderato. L'obiettivo è di fornire circa 8mila alloggi all'anno con un livello di affitto che non superi i 5 euro a metro quadrato. Vuol dire 500 euro per100metri quadrati anche in città ad alta densità abitativa, dove i prezzi sono quasi al doppio. Il progetto di valorizzazione degli immobili dello stato è iniziato quest'anno: si chiama «valore paese» e permette di individuare nuove destinazioni urbanistiche per alcuni edifici pubblici offrendo opportunità di sviluppo economico e sociale. Con la concessione di valorizzazione contenuta nella finanziaria 2007, spiega il Demanio, i beni, pur rimanendo pubblici, possono essere dati in affitto per 50 anni a enti locali o privati per promuovere progetti di valorizzazione, recuperarne l'uso e produrre reddito. il progetto coinvolgerà nel biennio 2007-2008 molti beni del ministero della difesa che passeranno alla gestione dell'agenzia del demanio. Sono beni non più utili a fini militari per un valore di circa 4miliardi di euro. Sui beni trasferiti con i primi due dei quattro decreti previsti sono stati avviati i primi progetti di valorizzazione. Apripista del progetto è Villa Tolomei,dimora rinascimentale a Firenze. È stato infatti pubblicato il primo bando di gara per il suo affidamento. Un altro progetto di valorizzazione riguarda i cosiddetti beni a rete, uniti cioè da reti naturali e infrastrutturali o realizzate dall'uomo. Si tratta di un patrimonio diffuso come i fari e le torri di avvistamento, i caselli idraulici o ferroviari. b.di g.