Impacchettati per i lavori quelli di ferro e 'di pietra'. E per passare dalla Ripa all' Alzaia ne è sorto uno nuovo Le opere di risanamento dureranno un mese, costo 4 milioni di euro C' è una pubblicità al neon a illuminare la sera. E c' è un "ponte levatoio". Così, sul Naviglio Grande, lo chiamano i negozianti e i residenti. Passaggio obbligato per chi vuole passare dalla Ripa all' Alzaia, e viceversa. è la nuova passerella di legno e alluminio. Dà il cambio ai due ponti storici, ora impacchettati per i lavori di ristrutturazione e manutenzione. SEGUE A PAGINA XIII Uno di ferro, detto appunto "Pont de ferr", l' altro è più datato, che i milanesi chiamano di pietra, anche se in realtà è di calcestruzzo. Insieme, da anni, uno di fronte all' altro, sono i due simboli che dominano il Naviglio così carico di storia. Una sorte condivisa anche ora che sono finiti entrambi "sotto i ferri" dell' assessorato ai Lavori Pubblici che li vuole rimettere a nuovo. Essendo patrimonio storico cittadino, anche la Sovrintendenza per i Beni culturali ha detto la sua, dettando le linee guida per l' intervento. Che deve essere svolto in tempi brevi, approfittando della secca del Naviglio che durerà all' incirca un mese. Resteranno in maschera fino a metà novembre. Precisamente la scadenza è il 12, stando a quanto si legge sul cartellone appeso fuori dal cantiere. Per quella data i due ponti saranno "spacchettati". Non dovranno più nascondersi dietro quel manto di cellophane bianco che da qualche giorno li ricopre. Non solo. Avranno anche un volto tutto nuovo. «Del resto erano un bel po' malandati - commenta uno dei muratori - bisogna rimetterli in sesto perché cadevano a pezzi». Al Pont de Ferr, che unisce via Casale a via Paoli, verranno sostituite alcune parti in acciaio e sarà rifatto completamente il corridoio di passaggio. Il ponte di pietra di via Corsico, invece, richiede interventi più sostanziali. Da quelli sui ferri di armatura all' impermeabilizzazione delle solette. Un risanamento completo della struttura, per farla breve. Che, complessivamente, costa 4 milioni di euro. Ed è «l' ultimo tassello di un progetto di ristrutturazione più ampio effettuato dalla Darsena fino a via Valenza» spiega l' assessore comunale ai Lavori Pubblici, Bruno Simini. «Il progetto ha riguardato, per esempio, le migliorìe apportate alle sponde e la messa a nuovo dello stesso ponte di via Valenza». Oppure il risanamento del ponte di San Cristoforo, che si incontra sempre sul Naviglio Grande poco prima della Canottieri Olona. «Era ormai irriconoscibile, completamente annerito, l' abbiamo riportato al suo colore originario, tra il bianco e il rosa» ricorda Simini. «Ora che è tornato chiaro, però, dovremmo completare l' opera togliendo quelle tubature nere che lo deturpano». Presto, dice l' assessore, si dovrà intervenire anche sull' illuminazione dei Navigli, imitando quanto fatto sulla Martesana. «Ma non una via per volta, bensì prendendo in considerazione un reticolo di strade, in modo da creare un' illuminazione armonizzata». Interventi doverosi, come quello ai due ponti sul Naviglio Grande, fatti non in previsione dell' Expo, ma perché era necessario, almeno così dicono dal Comune. «Abbiamo costruito i ponteggi mentre contemporaneamente si smantellava la parte superiore», spiega un muratore al lavoro. Ma i ponti mascherati non piacciono a tutti. I negozianti e i residenti della zona osservano sconsolati quei ponteggi che sembrano palafitte conficcate dritte nel loro fiume. «Una mattina siamo arrivati e li abbiamo trovati così, tutti impacchettati» dice il pizzaiolo che si affaccia sul ponte più vecchio, quello di pietra. «Certo che andavano sistemati, però almeno potrebbero fare qualcosa per l' enorme quantità di polvere che circola, magari aspirarla in qualche modo», dice indicando quella coltre di fumo bianco che sbuca dai tendoni plastificati. «Quella va tutta dritta nei nostri polmoni». Proprio per evitare quella massa bianca nell' aria tutti tengono la porte d' ingresso chiuse. Alcuni rinunciano anche alla sigaretta fuori, un po' per il rumore, un po' per la polvere. Altri si dicono dispiaciuti di vedere i due ponti coperti, impacchettati. «Non siamo abituati a vederli così - dice Mario, che vive sull' Alzaia - . Sono due pezzi di storia della città. Spero che li risistemino presto e nel modo migliore». I milanesi sono affezionati ai loro due ponti. All' osteria Pont de Ferr lo chef ha proposto anche di prendere esempio da loro. «Per un mese chiudiamo anche noi per ristrutturazione» ha suggerito Matias, che viene dall' Uruguay. Al ristorante hanno riso in tanti, anche Maida, la proprietaria. Ma poi, tutti al lavoro come sempre.
MILANO - I ponti mascherati sul Naviglio è la cura per tenerli in vita
I due ponti storici sul Naviglio Grande, uno di ferro e l'altro di pietra, sono stati "impacchettati" per i lavori di ristrutturazione e manutenzione. Il progetto, che costa 4 milioni di euro, è stato realizzato dall'Assessorato ai Lavori Pubblici e richiede la sostituzione di alcune parti in acciaio e l'impermeabilizzazione delle solette. I ponti saranno mascherati con cellophane bianco fino a metà novembre, quando saranno "spacchettati" e sostituiti con una nuova passerella di legno e alluminio. La Sovrintendenza per i Beni culturali ha dettato le linee guida per l'intervento, che deve essere svolto in tempi brevi.
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