L' operazione iniziata nel 2004, secondo i programmi avrebbe dovuto essere conclusa due anni dopo NON sarà nemmeno la fine del 2007 a veder completato il parcheggio di piazzale Mazzini: l' ipotesi più concreta è di aprirlo nella primavera del 2008 «anche se il Comune ci ha prolungato la concessione sino all' agosto del 2009 considerando il blocco degli scavi e il rallentamento dei lavori dovuto ai ritrovamenti archeologici» sospira Orlando Pascucci, l' imprenditore che, con la società Consorzio Genovese Parcheggi, ha avviato i lavori nel gennaio del 2004, con non poche polemiche visto che, in pieno anno da capitale della Cultura, una delle piazze più belle e un museo tra i più interessanti venivano blindati dietro la palizzata del cantiere, con una gru a svettare sul panorama. Il ritardo accumulato? Due anni buoni; doveva aprire nell' estate 2006, permettendo di ritornare ad usare la piazza, dalla quale sono stati cancellati anche un buon numero di posti auto che servivano in particolare i teatri Genovese e Duse, oltre che gli uffici della Provincia - e riaprendo l' ingresso principale della Villetta. Se tutto andasse per il meglio, secondo i costruttori il piazzale potrebbe essere comunque agibile per fine anno: ma solo se questo non creerà problemi per i lavori di finitura all' interno. Intanto i tecnici di Sistema Parcheggi, la società concessionaria del park dell' Acquasola, dopo il voto del consiglio regionale favorevole al finanziamento e pur davanti al no di Tursi a nuovi parcheggi a rotazione in centro, attendono che il Comune li convochi ufficialmente prima di avviare qualsiasi studio di fattibilità sulla realizzazione del parcheggio nell' ex Nautico di piazza Palermo. Troppa agitazione alla Foce, troppe levate di scudi preventive, fanno sapere dagli uffici di via Maragliano; a questo punto, prima di rimetterci a lavorare - e a spendere ancora soldi - vogliamo delle certezze che il lavoro si faccia. Torniamo a piazzale Mazzini. Alla fine del 2004 il cantiere era stato bloccato dalla Soprintendenza per il ritrovamento di due muri medievali, poi - dopo lunga meditazione - ritenuti di scarso valore storico e artistico, e quindi smontati dopo le rilevazioni di rito. I lavori erano ripresi a settembre 2005, dopo circa dieci mesi di blocco assoluto; ma anche la ripresa è stata lenta, molto più del dovuto. Gli abitanti della zona e gli acquirenti dei box (ridotti ad un totale di 117 dopo i rimaneggiamenti del progetto dovuti al recupero dei reperti) hanno visto con crescente irritazione un cantiere spesso semi-sguarnito, e una crescita lentissima della struttura. « Dovrebbe essere l' impresa la prima a lamentarsi - sbotta Pascucci - Ci è stato imposto di operare in una maniera particolare, con estrema cautela, con sondaggi preventivi e tecniche di maggior consolidamento. Chiaro che anche i costi siano aumentati, almeno per noi. Per gli acquirenti? Vedremo come discuterne». Tra chi ha acquistato un box o un posto auto non c' è la Provincia, che in un primo momento si era detta invece interessata all' operazione. Sinceramente - conclude il costruttore - sarebbe stato meglio che ci dicessero prima se era il caso di intervenire su una zona così delicata. Invece, ci avevano detto che non si sarebbe trovato nulla». E, per restare in tema archeologico, siamo sicuri che non ci siano reperti messi a rischio dal progetto dell' Acquasola? Lo chiede il senatore di An Giorgio Bornacin, che ha presentato ieri un' interrogazione urgente al ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, per conoscere se il progetto del park dell' Acquasola sia compatibile con la legge di tutela n. 10891939. Bornacin chiede anche se sia stato formulato e, in caso affermativo, quale sia il parere obbligatorio della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Liguria riguardante la verifica di interesse archeologico, per la compatibilità con la salvaguardia di parchi e giardini che abbiano interesse artistico, storico ed archeologico. «Sono assai interessato a conoscere il parere della Soprintendenza ligure. Mi risulta, infatti, che il giardino dell' Acquasola sia uno fra i primi esempi di parco urbano europeo e che nel suo sottosuolo si trovino reperti archeologici derivanti dalla sistemazione della zona di piazza De Ferrari e che la stessa sistemazione del parco avvenuta ad opera di Carlo Barabino sia una delle più significative testimonianze del lavoro di questo grande architetto dell' Ottocento» scrive l' esponente di An. Ma le auto attualmente parcheggiate sul lato esterno dell' Acquasola? Sono in parte quelle dei residenti del centro storico che avevano pagato l' abbonamento nel parcheggio del cosiddetto "Collo d' oca", a monte di piazza Corvetto, eliminato per l' avvio dei cantieri della metropolitana; insieme a questi, Genova Parcheggi - e quindi Ami - ha concesso gli spazi per i mezzi di servizio dei tecnici e dei lavoratori di Metrogenova stessa. Considerato che lo scavo va avanti, ma che prima si arriva a Brignole e poi si realizza la fermata di Corvetto, significa che quel cantiere almeno fino al 2010-2011 se ne sta lì tranquillo.