Il velodromo non si tocca. Questo il grido dall'allarme del Comitato Salute Ambiente Eur che sul tema rappresenta le posizioni di tutti i comitati di zona. Circa un migliaio di persone, affezionate alla struttura progettata da Cesare Ligini per le Olimpiadi del 1960, si oppongono alla trasformazione in centro polifunzionale, la"Città dell'acqua, del benessere e del fitness" decisa dal Comune. A dar man forte ai cittadini arriva anche l'Osservatorio sul Moderno del Dipartimento di Architettura della Sapienza che presenta un progetto in difesa del centro. Dicono gli studiosi: «II velodromo è un'opera unica nel suo genere e culturalmente importante per la città. Un importante esempio di "land art" come si dice nel linguaggio urbanistico». Il progetto, coordinato dalle professoresse Gaia Remiddi e Antonella Bonavita prevede di spostare il nuovo centro polifunzionale in uno spazio vuoto di proprietà pubblica, dall'altro lato di viale dell'Oceano Pacifico. «Un'idea sostenibile anche economicamente: con i proventi del nuovo centro fitness si potrebbero reperire i fondi per la ristrutturazione dell'ex Velodromo. Anche perché spiega la professoressa Remiddi non è vero che è una struttura fatiscente. Il progetto prevede di lasciare intatto l'edificio d'ingresso, questo si, mala particolarità della struttura di Ligini è il rapporto tra le piste e i sedili che invece andrebbe perso». Insomma, un apprezzamento particolare per l'ex pista ciclistica. Dice l'architetto Renato Nicolini, ex assessore capitolino alla Cultura: «All'epoca della sua costruzione, era considerato il Velodromo più bello del mondo. Un orgoglio cittadino. Invece di smantellarlo andrebbe recuperato». E oggi la squadra proVelodromo incontrerà Eur Spa e l'assessore capitolino all'Urbanistica, Roberto Morassut. Per salvare quel che resta del "Velodromo più bello del mondo".