Dopo lo spacchettamento doveva esserci il riassetto. Se il primo è stato pensato dal Governo Prodi - che ha rimescolato le carte scindendo Trasporti e Infrastrutture, Sviluppo economico e Commercio internazionale, Lavoro e Politiche sociali, Istruzione e Università - la riorganizzazione è stata voluta dalla Finanziaria per il 2007, che ha chiesto a tutti i ministri, tranne quelli che fanno capo a Palazzo Chigi, di ridisegnare la fisionomia degli uffici, tenendo presente l'obiettivo del risparmio. Tempi previsti: fine aprile di quest'anno. L'operazione, invece, è ancora in piedi e proprio in questi giorni le commissioni parlamentari stanno vagliando i regolamenti predisposti da sei ministeri (vedi scheda). Gli altri devono ancora arrivare. Non si tratta di una semplice operazione di lifting. La Finanziaria ha infatti imposto un serio vincolo: chi non si riorganizza riducendo di almeno il 10 le direzioni generali e del 5 quelle non generali (articolo 1, comma 404 della legge 2962006), così da tagliare la spesa di non meno di 7 milioni nel 2007,14 nel 2008 e 20 nel 2009, incorre nel blocco delle assunzioni «di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipo di contratto» per il 2007 e il 2008 (comma 410). Per quanto la questione sia controversa - perché la Direzione affari legislativi di Palazzo Chigi ha legato la scadenza del 30 aprile alla presentazione del regolamento al Consiglio dei ministri (e, quindi, dieci dicasteri sarebbero già fuori dal blocco), mentre nei pareri del Consiglio di Stato si fa riferimento all'emanazione dell'atto (e, pertanto, a tutti i ministeri sarebbe ancora vietato assumere, perché nessun regolamento ha completato l'iter), sta di fatto che anche a sposare l'interpretazione più favorevole, per otto dicasteri il divieto rimane, perché il provvedimento, è ancora in fase istruttoria o, come per le Comunicazioni e la Salute, in fase di predisposizione. Non solo risparmi, ma anche maggiore efficienza. I ministeri devono riorganizzarsi pensando, oltre che a tagliare la spesa, a eliminare le duplicazioni e a perseguire la gestione unitaria del personale e dei servizi comuni anche attraverso l'inserimento di strumenti di innovazione tecnologica e amministrativa. Devono, inoltre, ridisegnare gli uffici di ispezione e di controllo e ridurre gli organismi di analisi, consulenza e studio di elevata specializzazione. Obiettivi ora al vaglio delle commissioni parlamentari, le quali stanno valutando se i sei ministeri che hanno già inviato gli atti hanno rispettato lo spirito della Finanziaria. Si tratta di un esame articolato, che prevede l'analisi da parte della commissione Bilancio, alla quale spetta controllare il versante costi, di quella Affari costituzionali e delle commissioni di merito. Dunque, una triplice vqlutazione - almeno al Senato; alla Camera, invece, la commissione di riferimento è la Affari costituzionali, che riceve i rilievi della Bilancio ed emette il parere, mentre il ruolo delle commissioni di merito è discrezionale: se lo ritengono, possono esaminare l'atto e sottoporre eventuali osservazioni alla commissione Affari costituzionali -che si concluderà, per la maggior parte dei regolamenti, entro questa settimana. A essere più avanti è Montecitorio, che ha già collezionato tutti i pareri (favorevoli, con qualche osservazione) della commissione Bilancio, che sono stati recepiti dalla Affari costituzionali, la quale ha già dato il via libera al riassetto del ministero del Commercio internazionale e a quello dello Sviluppo economico. Palazzo Madama, complice la Finanziaria che assorbe la commissione Bilancio, dovrebbe chiudere la partita in settimana. L'unico regolamento finora giunto al traguardo è quello di riorganizzazione dei Beni culturali.
Riassetto complicato per i ministeri
La Finanziaria per il 2007 ha voluto una riorganizzazione dei ministeri, con l'obiettivo di ridurre la spesa e aumentare l'efficienza. I sei ministeri che hanno già inviato gli atti devono ridurre di almeno il 10 le direzioni generali e del 5 quelle non generali, altrimenti incorrono nel blocco delle assunzioni di personale. Le commissioni parlamentari stanno valutando se i sei ministeri hanno rispettato lo spirito della Finanziaria. I regolamenti devono essere presentati entro fine aprile, ma alcuni ministeri sono ancora in fase di predisposizione.
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