Una serie di «Musei Italia» da aprire all'estero, dove saranno esposti dipinti e sculture che oggi prendono la polvere negli scantinati di Brera, degli Uffizi e degli altri musei, «non perché non sono di qualità, ma perché gli spazi sono insufficienti a ospitarli». Lo ha detto a New York il viceministro degli Esteri con delega per gli italiani all'Estero Franco Danieli, all'inaugurazione della sede dello Iace, l'ente che diffonde l'insegnamento della lingua italiana negli Usa. Il piano, che ha l'ok di Rutelli, mira a creare questi musei in Australia, Cina, Argentina, Brasile e Canada, paesi con alte quote di connazionali, o con scarsa presenza di arte italiana e forte curiosità locale di conoscenza della nostra cultura. «New York sarà la prima tappa, e la useremo come biglietto da visita dell'iniziativa», ha detto Danieli. «In queste joint venture, noi metteremo il contenuto, collezioni importanti che rinnoveremo ogni 3-4 anni, mentre i sindaci e i governatori locali esteri dovranno fornire il contenitore». Il viceministro ha aggiunto che «l'Italia è generosa e farà volentieri questi prestiti, così come è molto dura e decisa contro chi ruba o acquista con la frode le nostre opere».