ROMA. Condono edilizio più severo, rifinitura delle norme sui Confidi, vendita degli alloggi della Difesa, termine del concordato dal 282 al 315, «no» al digitale ed estensioni ai consorzi della tecno-Tremonti. Queste alcune delle novità del maxi-dl uscito, con qualche scivolone della maggioranza, dalla commissione Bilancio del Senato. Altri «nodi» sono stati rinviati direttamente all'Aula (mercoledì), come la nuova Cdp e l'amianto, o vi torneranno come il condono edilizio o il silenzio-assenso sulla vendita dei beni culturali. Sul tutto «aleggia» la fiducia, come ha già preannunciato lo stesso Berlusconi e confermato il ministro delle Riforme, Umberto Bossi. Le modifiche introdotte in commissione Bilancio sono oltre un centinaio. Ecco le principali: CONDONO EDILIZIO. Su una delle principali misure di gettito della manovra 2004 (sono stimati 3.6 mld complessivi) c'è stato un «passo falso» della maggioranza che ha portato, nonostante il «no» di relatore e governo, ad approvare un emendamento di An (ma di simile tenore ne erano stati presentati anche dalla Lega): si chiarisce che il limite di 750 me sanabili riguarda l'intero edificio e non la singola domanda. Il relatore, Ivo Tarolli (Udc), preannuncia il ripristino in Aula del testo originario come il presidente dei senatori di Fi, Renato Schifani, che auspica, tuttavia, si possa arrivare ad un testo «più organico». Nel frattempo, salta anche il divieto di edificare su terreni colpiti da incendio prima che siano trascorsi dieci anni. A modificare l'art. 32 sul condono edilizio è un emendamento a firma del presidente della Commissione Lavori Pubblici, Luigi Grillo (FI), del senatore Celestino Pedrazzini (Lega), Maurizio Eufemi (Udc) e Giuseppe Menardi (An). Durissime le proteste dei Verdi, che hanno già presentato un emendamento soppressivo: «Un'associazione a delinquere ha compiuto un gesto dirompente che dimostra un collegamento con i peggiori speculatori edilizi e immobiliari», tuona il senatore SauroTurroni. CARTOLARIZZAZIONI. Altra misura «forte» di gettito (il governo calcola 3,5 mld) è quella sulle dismissioni di immobili pubblici. La principale novità, introdotta con un emendamento del relatore, arricchito con una modifica proposta da Fi, riguarda l'introduzione delle norme sulla vendita dei 4.500 alloggi della Difesa, contenuta nel di 102 non convertito e oggetto di un braccio di ferro Economia-Difesa. La modifica garantisce la costituzione di un Fondo che sarà gestito dalla Difesa (e non dall'Economia come previsto inizialmente dal relatore) con una dotazione di 20 min per il 2004 (inizialmente erano 15), destinato agli affitti di alloggi per i militari. Sempre sulle cartolarizzazioni viene previsto un ulteriore abbattimento di prezzo per la vendita dei terreni a favore degli affittuari coltivatori diretti o imprenditori agricoli. Per quanto riguarda il cosiddetto «lease back» degli uffici pubblici si prevede che la vendita degli immobili faccia venire meno le condizioni di uso governativo ed uso pubblico. BENI CULTURALI. E' caduto, anche grazie ai voti della Lega, un emendamento del relatore che prevedeva un meccanismo più complesso, rispetto al testo originario del dl, per la verifica dell'interesse storico-culturale di un bene da cedere, al termine del quale scattava il silenzio-assenso. E proprio sul silenzio-assenso si erano appuntate le critiche dai ministri dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, e dell'Ambiente Altero Matteoli. E' probabile che la questione sia riaffrontata in Aula. CONCORDATO. Approvato un emendamento che riscrive l'articolo con una modifica ulteriore, presentata da Roberto Salerno (An) che fa slittare il termine dal 28 febbraio al 31 maggio 2004. Dalla misura sono attesi 3,6 mld. TECNO-TREMONTI. Un emendamento del relatore, approvato dalla Commissione, elimina le tecnologie digitali dagli investimenti ammessi ai benefici fiscali previsti dalla norma. Nello stesso tempo i benefici vengono estesi ai consorzi tra piccole e medie spese che investono in innovazioni informatiche. FONDO SOCIALE. Confermato il bonus per il secondo figlio, è stata preannunciata da Tarolli una proposta in Aula sull'uso delle risorse che restano libere (230 dei 530 min totali). Nonostante il parere contrario di relatore e governo è passato un emendamento di Eufemi (Udc) che consente agli artigiani di avere un collaboratore per 90 giorni: l'obiettivo è di venire incontro a esigenze particolari in caso di maternità o malattia. L'ALLARME DELLE REGIONI. Sulla sanità è «allarme rosso»: mancano all'appello 22 mld di euro. E' il grido di allarme lanciato dai Governatori come ultimo avviso al governo, invitato «a rifare i conti». In assenza di un segnale in questa direzione, dicono le Regioni, «saremo costretti a tagliare i servizi ai cittadini».