Per la presenza del Milite ignoto, prima ancora di essere un monumento o un bene del nostro patrimonio architettonico, l'Altare della Patria è un sacrario. Non un luogo turistico su cui costruire ascensori panoramici, peraltro orribili, come è incredibilmente avvenuto pochi mesi fa. È questa l'idea che Italia Nostra e il suo presidente, Carlo Ripa di Meana, intendono riaffermare con forza con la manifestazione nazionale indetta per il prossimo 4 novembre di fronte al Vittoriano. Chiamando a raccolta associazioni di tutela del patrimonio artistico e del paesaggio italiano, studiosi di romanistica, rappresentanti dei Beni culturali, associazioni d'arma e combattentistiche e soprattutto tutti quei cittadini italiani che non accettano lo sfregio subito dal monumento che rappresenta l'unità della loro patria. «Da] momento in cui si è aperta la vertenza sull'archimostro sopra il Vittoriano, dice il presidente di Italia nostra Carlo Ripa di Meana all'Indipe-dente, non si contano più le prese di posizione critiche di architetti, urbanisti, storici dell'arte, sull' incredibile profanazione dell'Altare della Patria». Italia Nostra, spiega Ripa di Meana, ha una tradizione legata a Antonio Cederna e Mario Staderini, che non ha mai avuto indulgenze verso la retorica nazionalista ma ha sempre difeso l'insieme del patrimonio, nel suo contesto e nelle sue funzioni. E così dice Ripa di Meana «mentre Renato Nicolini si gloria di essersi laureato con una tesi molto sprezzante nei confronti del Vittoriano, Italia Nostra non sente proprio nessun imbarazzo nel difendere la missione di quel monumento. Il Vittoriano è tutt'altro che un'opera banale e fallita». Non piace a qualche intellettuale è vero, ma è la cartolina romana più richiesta dai turisti che vengono a Roma. «L'Italia ha atteso in piedi alla fine della Grande Guerra l'arrivo del soldato senza nome al Vittoriano», racconta ancora Ripa, «è un luogo in cui da allora, fino alla camera ardente allestita per i caduti di Nassiriya, la nazione si riconosce nei suoi momenti più gravi. È' un luogo che va gestito in modo corrispondente a questo valore simbolico. Per questo quegli ascensori panoramici sono insopportabili».