«Più cultura meno fìsco». Si potrebbe sintetizzare così, con uno slogan, l'obiettivo della Legge 342 del 2000 (articolo 38) sul mecenatismo. Le agevolazioni e i benefici per le imprese che investono in cultura sono stati illustrati ieri pomeriggio in un convegno promosso da Assindutria in collaborazione con la Fondazione Barn e la Fondazione Comunità Mantovana. All'appuntamento, tra gli altri, è stata invitata Anna Maria Buzzi, dirigente generale del Ministero per i beni culturali. «Investire in cultura nel nostro Paese significa migliorare i servizi e l'offerta detraendo dal fisco - ha detto -. E' tutto previsto da questa norma sul mecenatismo che purtroppo in pochi conoscono. Quindici anni fa l'Italia era al primo posto tra i Paesi turistici, oggi siamo al quinto, anche dopo la Cina. E' assodato che tiene solo il turismo culturale. Lo Stato non può dare più risorse: ci vuole l'impegno del privato per creare un circuito virtuoso». In apertura sono intervenuti Giuseppe Pacchioni per Assindustria, Stanislao Cavandoli per la Fondazione Comunità Mantovana e Luigi Frezza per la Fondazione Barn. Sergio De Dea, commercialista, ha raccontato l'esperienza vicentina di 38 piccole e medie imprese che si sono consorziate per investire in cultura come pure Adolfo Vannucci, amministratore delegato Ies, ha ripercorso l'esperienza dell'azienda petrolchimica nel campo degli investimenti da mecenate. Ha concluso Gerardo Broglio per la Mtk, casa editrice che ha pubblicato una guida per far conoscere la legge.