Quindici grandi artisti per raccontare, attraverso la fotografia, il paesaggio dell'Italia che cambia. È la nuova mostra "Atlante italiano 007 rischio paesaggio" allestita al Maxxi di Roma, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo. I visitatori potranno ammirare, fino al 18 novembre, 150 immagini firmate dai più grandi nomi italiani e stranieri della fotografia. Da Walter Niedermayr a Massimo Berruti, da Andrea Abati a Jordi Bernadò, Andrea Botto, John Davies, David Farrell, Cario Garzia, Alex Maclean, Fabio Ponzio, Marialba Risso, Paul Seawright, George Tatge, Fulvio Ventura, Massimo Vitali. Occhi diversi che hanno immortalato tante Italie: dalle coste assediate di stabilimenti balneari ai marmi del Pantheon e i saloni di Palazzo Chigi; dalle miniere ai bordi dello splendido mare di Sardegna agli ecomostri, come il cemento armato nella valle dei templi siciliani. Oltre al direttore della Dare, Pio Baldi, e al direttore del Maxxi Architettura, Margherita Guccione, alla cerimonia di inaugurazione di ieri mattina è intervenuto anche il ministro della Cultura, Francesco Rutelli. «Dobbiamo stare attenti perché l'Italia rischia di cambiare in peggio», ha tuonato. Secondo il vice presidente del Consiglio «l'Italia deve difendere il paesaggio a rischio di trasformazioni, alle volte necessarie ma troppe volte sbagliate. La fotografia aiuta a capire e dunque a correggere». Cinque temi sui quali i fotografi, dieci italiani e cinque stranieri, sono stati invitati a lavorare per rappresentare il paesaggio che cambia. Si va dai paesaggi del mercato immobiliare al paesaggi illegali. I paesaggi dell'abbandono e del consumo turistico fino ai paesaggi eccellenti. Temi che condensano, senza esaurirle, le criticità emergenti nell'attuale situazione del paesaggio italiano. Le 150 opere esposte inoltre sono state acquistate dal museo, per una spesa di- circa 6mila euro per autore, e resteranno in collezione, come era già avvenuto nel 2003 con la prima edizione di Atlante. La presentazione è stata anche l'occasione per il ministro dei Beni Culturali puntualizzare sulla fine dei lavori del Maxxi. «Quando sarà terminato», ha sottolineato, «il Maxxi sarà il punto di riferimento della contemporaneità, specchio di ogni espressione della creatività italiana. Compresa la fotografia». Rispetto all'edizione del 2006, la mostra quest'anno presenta una novità: il premio fotografico rivolto ai giovani professionisti, sempre sul tema del rischio paesaggio. Le immagini dei 15 fotografi selezionati saranno esposte al Maxxi in una mostra che si terrà tra dicembre e febbraio del 2008. «Uno degli scopi di documentazione e comunicazione che ci proponiamo di ottenere con l'Atlante italiano 007», ha osservato Pio Baldi, direttore generale della Dare, la Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanea del Mibac, «è mettere in evidenza la natura del paesaggio come spazio comune e come riferimento identitario, per cercare di promuovere un aumento di consapevolezza civica da cui può dipendere un atteggiamento più attento e protettivo». Proprio sulla fotografia il Maxxi intende incentrare la sua offerta espositiva. Contemporaneamente all' Atlante, nell'atrio del museo si svolgeranno la seconda fase delia mostra "Design AZ", curata da Domitìlla Dardi, e il nuovo ciclo di "NetSpace: viaggio nell'arte della Rete", dedicato ai paesaggi elettronici. Inoltre in collaborazione con la limitrofa Festa del Cinema, dal 19 al 21 saranno proiettati due video inediti dedicati all'artista di fama internazionale, Marina Abramovic.
L'ambiente si mette in mostra per difendersi dagli scempi
La mostra "Atlante italiano 007 rischio paesaggio" è stata inaugurata al Maxxi di Roma. La mostra presenta 150 immagini firmate da 15 grandi nomi italiani e stranieri della fotografia, che rappresentano il paesaggio italiano che cambia. I fotografi hanno lavorato su cinque temi: mercato immobiliare, illegalità, abbandono, consumo turistico e paesaggi eccellenti. La mostra è stata acquistata dal museo e le opere resteranno in collezione. Il ministro della Cultura, Francesco Rutelli, ha sottolineato l'importanza della fotografia per capire e correggere le criticità emergenti nel paesaggio italiano. La mostra sarà seguita da una mostra di giovani fotografi nel 2008.
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