Tornerà a risplendere la «Madonna con Bambino, San Giovannino e due Angeli», opera d'arte rinascimentale conservata al Museo Diocesano di Palermo. La tavola dipinta, attribuita al pittore Andrea Piccinelli detto il Brescianino, sarà restaurata grazie ad un finanziamento di 7.500 euro messi a disposizione dal Rotary Club Palermo e del Rotaract Club Palermo 2110 Distretto Sicilia e Malta. La patina di degrado, che col tempo si è depositata sul dipinto, sarà cancellata grazie a un intervento coordinato dal vicedirettore del Museo Diocesano, Pierfrancesco Palazzotto, ed eseguito dal Laboratorio Groma di Roma, a cura di Mauro Sebastianelli. Nell'opera, uno dei pezzi di maggior rilievo della collezione diocesana, Maria, fulcro della composizione, stringe amorevolmente tra le braccia Gesù Bambino, circondata da due angeli e da San Giovannino. Andrea Piccinelli nacque a Brescia nel 1487 e poi si trasferì a Siena col padre e il fratello, entrambi pittori. Le sue opere sono conservate in molti musei italiani e stranieri, tra cui il Museo d'Arte Sacra della Valdarbia (Buonconvento), la Collezione Chigi Sa-racini di Siena, Villa Borghese, i Musei di Palazzo Farnese a Piacenza, il Museo Diocesano di Piacenza e la National Gallery di Londra. La produzione artistica del Brescianino si avvicina stilisticamente all'opera di Raffaello. Ma la varietà cromatica cangiante e ricca di sfumati dei suoi dipinti spesso lo ha fatto accostare al manierista Domenico Beccafumi. L'idea del restauro del dipinto si è concretizzata durante una visita al Museo Diocesano del presidente del Rotary Club Palermo Nunzio Scibilia e di quello del Rotaract Club Palermo Mario Ginestra. Accolti insieme ad altri soci e delegati da monsignor Giuseppe Ran-dazzo, direttore del museo e sovrintendente ai Beni culturali dell'Arcidiocesi, hanno potuto ammirare i capolavori esposti nella sede museale di via Matteo Bonello. La collezione offre uno sguardo su oltre otto secoli di storia della chiesa palermitana: circa 150 tra pitture, sculture e opere d'arte decorativa che vanno dal XII al XTX secolo. «Siamo grati - dice monsignor Randazzo - a chi ci aiuta a recuperare e a ridare splendore alle opere d'arte custodite nel museo». Scibilia e Ginestra, sono «entusiasti del connubio tra Rotary e Rotaract a tutela dell'arte cittadina, e orgogliosi di riportare alla luce un capolavoro del Cinquecento».