L'assessore Boni: gli architetti ammettano gli errori commessi MILANO «Come i medici prestano il giuramento di Ippocrate, prima di iniziare la loro professione, così servirebbe un codice dell'ambiente sul quale far giurare ingegneri e architetti. Si dovrebbero impegnare solennemente a non disegnare mostri di cemento, che devastano il paesaggio e deformano il profilo di città e paesi». Davide Boni, assessore leghista al territorio della Lombardia, non è né architetto, né ingegnere. Ha il diploma di perito industriale. Ma, dopo aver visto sul sito www.nonsolopuntaperotti.it le immagini delle 80 brutture messe in rete dal consigliere dei verdi Marcello Saponaro, illustra la ricetta salva-ambiente del Pirellone: «L'etica precede l'estetica, prima rispettiamo il paesaggio, poi pensiamo alla bellezza delle forme». Una filosofia urbanistica che, secondo Boni, dovrebbero anzitutto applicare le grandi griffe dell'architettura: il riferimento è ovviamente a Mario Botta e a Vittorio Gregotti, «padri» di due degli ecomostri segnalati, il nuovo casino di Campione d'Italia e l'incompiuto palasport di Cantù. «Professionisti pagati flor di quattrini non possono discolparsi scaricando sempre le responsabilità di scelte sbagliate sugli amministratori locali. Piuttosto ammettano che, in alcuni casi, hanno partorito opere orrende», accusa l'assessore. Ma non è che il Pirellone sia immune da colpe: come la mettiamo con la condanna inflitta dal Consiglio di Stato alla Regione per il ponte dei Mondiali di sci in Valtellina? «Faremo ricorso. Il Pirellone aveva stabilito dei vincoli di impatto ambientale che andavano rispettati nella costruzione dell'opera e che invece sono stati disattesi. Chi ha sbagliato e mi riferisco alle amministrazioni locali, pagherà per questo scempio». La sola immagine di «eco-mostro» lombardo che Boni ha personalmente fotografato è l'albergo dei Mondiali del '90, rimasto a metà e da 17 anni monumento allo squallore nella zona di Ponte Lambro, allo svincolo delle tangenziali milanesi. «È lo stesso caso dell'Hotel Brescia. Quale soluzione adottare? dice . Il pubblico non ha soldi né per abbatterli né per riqualificarli. Se non intervengono i privati rimarranno così come sono per anni. Analogo discorso per la funivia di Lanzo d'Intelvi, che sono andato a vedere nei giorni scorsi». Il Pirellone per difendere l'ambiente ha intensificato i controlli sui Piani di gestione del territorio (gli ex Prg) stilati da Comuni e Province. «Le verifiche sono più capillari dice Boni , ma se Roma continua a tagliare i fondi ai sindaci, gli enti locali sono costretti a trasformare in ediflcabili sempre più aree verdi per aumentare il gettito degli oneri di urbanizzazione».
Troppi ecomostri con firme illustri
Davide Boni, assessore leghista al territorio della Lombardia, ha chiesto agli architetti e ingegneri di fare giuramento di non disegnare "mostri di cemento" che devastano il paesaggio e deformano il profilo di città e paesi. Ha citato come esempi le opere di Mario Botta e Vittorio Gregotti, che secondo lui hanno partorito opere orrende. Boni ha anche criticato le amministrazioni locali per aver disattuato i vincoli di impatto ambientale nella costruzione dell'opera del Pirellone. Ha richiesto che i privati si impegnino a riqualificare le aree degradate e che gli enti locali aumentino i fondi per gli oneri di urbanizzazione.
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