ROMA «L'estate ha portato più visitatori nei musei statali. È stata infatti superata la quota di otto milioni, con un incremento del 3,2 rispetto allo stesso periodo (maggio-agosto) dello scorso anno. Non altrettanto può dirsi per gli incassi delle biglietterie, che invece hanno registrato una flessione del 6,6, scendendo dai quasi 42 milioni di euro del 2006 ai 39,5 milioni di questa estate. Conseguenza, fanno sapere dal ministero dei Beni culturali, del fatto che la settimana della cultura, durante la quale l'ingresso ai musei statali è gratuito, si è svolta a maggio, men-tro l'anno scorso era ad aprile. Pur trattandosi di dati ancora provvisori e riferiti solo ai primi 30 monumenti più visitati, si possono rilevare le buone performance del Colosseo, che ha visto crescere presenze e, seppure in modo leggero, incassi. Così anche le Cappelle Medicee e il Castello Scaligero di Sirmione. Ci sono, poi, i siti - come gli scavi di Ostia antica e la Basilica di S. Apollinare a Ravenna -dove si è verificata una contrazione delle presenze senza però incidere sugli introiti, che invece, per effetto di nuove tariffe, sono aumentati. E questo farà felice i conces-sionari dei servizi aggiuntivi, che potranno contare su aggi un pò più consistenti rispetto all'estate scorsa. Ma c'è anche un altro motivo perché i gestori privati - tutti e non solo quelli dei monumenti che durante l'estate hanno migliorato i risultati rispetto al 2006 - in questo momento siano soddisfatti. Il decreto legge 159 collegato alla Finanziaria, ora all'esame della commissione Bilancio del Senato, ha infatti introdotto una norma (articolo 14) che cerca di mettere un po' d'ordine nel caotico mondo dei servizi aggiuntivi (punti di ristoro, librerie, merchandising, biglietterie, servizi di guardaroba e pulizia). Il problema è che alcune gestioni sono scadute da tempo e i bandi di gara sono stati impugnati davanti ai giudici perché non hanno rispettato le indicazioni contenute nella circolare approntata negli ultimi mesi della passata legislatura dall'allora ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione. La circolare, infatti, chiede che si ponga fine alle gestioni parcellizzate dei servizi museali - la caffetteria a un imprenditore, la libreria a un altro, e via dicendo - e si vada verso progetti integrati, capaci anche di mettere insieme siti famosi con altri più marginali, così che si creino circuiti d'arte in grado di rivitalizzare un intero territorio. Ai gestori privati sono riconosciuti maggiori spazi di intervento, perché i tempi della concessione passano dagli attuali quattro anni (rinnovabili per altri quattro) a nove, e vengono ritoccati verso l'alto gli aggi sui biglietti (dal 15 al 30 per cento). Le regole della circolare sono, però, state disattese o, nel migliore dei casi, sono state diversamente interpretate dai soprintendenti, complice anche la mancanza di indicazioni stringenti da parte degli uffici centrali del ministero. Così i nuovi bandi di gara - quando sono stati messi a punto - sono stati spesso predisposti secondo i vecchi criteri oppure si è direttamente proceduto a rinnovi taciti delle vecchie concessioni. La situazione è, pertanto, assai confusa. Ecco perché il ministero ha deciso di intervenire. La norma - che, trattandosi di un decreto legge, è già in vigore - prevede una sorta di moratoria: tutto rimane così com'è fino al 28 febbraio del prossimo anno. Nel frattempo, però, il ministero dovrà mettere a punto un decreto con il quale dettare le regole per l'organizzazione dei servizi aggiuntivi in forma integrata.