C'erano una volta gli antri bui e pieni di ragnatele che conservavano enormi tesori d'arte. Oggi quegli antri sono pieni di luce e strapieni di gente che li visita. Tutto merito del Giubileo che ha portato soldi e iniziative anche per i musei statali: parliamo delle gallerie dell'Accademia, del museo Archeologico nazionale, della Biblioteca Marciana, della Villa reale di Stra. 9-13 era l'antico orario di apertura, niente domeniche, niente feste. Oggi si possono visitare tutto il giorno, comprese le domeniche: chiudono solo tre giorni l'anno, Natale, Capodanno e primo maggio, ma da quattro anni a questa parte aprono pure nel giorno della festa dei lavoratori. Oltre ai turisti che arrivano da ogni parte del mondo, hanno coinvolto scolaresche di tutto il Veneto, famiglie, gruppi culturali e ricreativi, realizzato pubblicazioni, inventato percorsi educativi, laboratori didattici, conferenze, letture sceniche, ricerche archivistiche. È tutto merito del personale assunto prima del Giubileo, con contratti a tempo indeterminato, e per questo perennemente a rischio licenziamento: 1000 assistenti tecnici museali (Atm) e 1500 Addetti ai servizi di vigilanza in tutta Italia. Nella nostra provincia sono arrivati 18 Atm e una cinquantina di "guardasala" che permettono l'apertura prolungata. Un bene anche per l'economia veneziana: ristoranti, alberghi, negozi, musei privati ringraziano. Nella Finanziaria di quest'anno sembra che la riassunzione di queste persone sia stata prevista. «Ma la situazione è sempre grave, perché soprattutto gli Atm sono professionisti che fanno un lavoro insostituibile in cambio di due lire e non possono nemmeno arrotondare il magro stipendio con altre collaborazioni perché questo contratto glielo vieta - spiega Massimo Grella della Cisl enti pubblici. Il ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, ha previsto nel Dpef 2004-2007 (Documento di programmazione economica finanziaria) di regolarizzare queste figure, purtroppo siamo abituati alle proposte del ministro Urbani e alle conseguenti bocciature del suo collega Tremonti. Basta vedere cosa sta succedendo con la cessione dei beni architettonici pubblici». Tornando ai nostri musei, gli assistenti tecnico museali - che per essere assunti come precari hanno superato regolare concorso e sono quasi tutti laureati in materie umanistiche - dovevano inizialmente garantire le guide, ma nella realtà veneziana sempre sotto organico hanno fatto ben di più, anche un punto di accoglienza: ad esempio a Villa Pisani il turista che arrivava poteva anche perdersi nel parco, perché non c'erano indicazioni. Oggi - grazie anche alla dirigenza che ha capito l'importanza di queste figure professionali - hanno realizzato un punto di accoglienza dove danno tutte le informazioni necessarie, e informano anche sugli orari delle altre ville della Riviera del Brenta, nonché sulle iniziative culturali della zona. Non contenti stanno "schedando" i visitatori, così se uno vorrà essere informato in futuro sulle attività dei nostri musei, sarà raggiunto da una newsletter via e-mail. Peccato che in sede non ci siano soldi e gli Atm debbano fare tutto questo con i computer di casa.
Musei a rischio "preistoria"
I musei statali del Veneto, come le gallerie dell'Accademia e il museo Archeologico nazionale, sono stati trasformati grazie al Giubileo, che ha portato soldi e iniziative anche per i musei. Oggi si possono visitare tutto il giorno, comprese le domeniche, e sono stati creati percorsi educativi, laboratori didattici e conferenze. Il personale assunto prima del Giubileo, con contratti a tempo indeterminato, è stato coinvolto in queste attività. Tuttavia, la situazione è grave per gli assistenti tecnici museali (Atm), che fanno un lavoro insostituibile ma hanno stipendi bassi e non possono arrotondare il loro reddito con altre collaborazioni.
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