Il monumentale edificio dell'architetto ticinese Mario Botta vince la II edizione del premio lanciato dal verde Saponaro Votatissimi anche il Palababele, cattedrale mancata del basket canturino, e la funivia incompiuta della Sighignola L'edificio più brutto di Lombardia è il nuovo casinò di Campione d'Italia. A decretarne il... successo è il sito www. nonsolopuntaperotti. it che anche quest'anno ha ospitato il concorso dedicato alle più clamorose mostruosità urbanistiche del territorio, pensato e voluto dal consigliere regionale verde Marcello Saponaro: chiunque poteva parteciparvi semplicemente inviando una immagine in formato mms, scattata con un telefonino. Sorta di ziggurat babilonese ricoperto di maioliche color sabbia, una immensa facciata a forma di diapason, nove piani per oltre 48mila metri quadrati di superfici calpestabili, l'edificio costruito dall'architetto ticinese Mario Botta sulle sponde del lago di Lugano l'ha spuntata su molti altri serissimi candidati che non hanno però saputo convincere altrettanto bene né i lettori (cioè chi era preposto alla spedizione degli mms), né il parterre di una giuria davvero eterogenea, composta tra gli altri da gente come il fotografo Oliviero Toscani, il bluesman Fabio Treves, oppure il gastronomo Edoardo Raspelli e il professore Stefano Zecchi o ancora i consiglieri regionali Silvia Ferretto e Carlo Monguzzi. La casa da gioco è insomma un pugno nell'occhio, per quanto ancora manchi - come rilevato dal suo stesso progettista - di quel parco digradante verso il lago da realizzare dove oggi sorge ancora, e nonostante tutto, la precedente sede. È un pugno nell'occhio, ma non è il solo, perché la Provincia di Como risulta essere in assoluto tra le più fotografate e "postate" in materia di ecomostri veri o presunti. Autentiche brutture, secondo i frequentatori del sito, sono infatti anche il Palababele di Cantù e l'abbozzo della funivia che avrebbe dovuto collegare l'enclave italiana in territorio svizzero con il cosiddetto «balcone d'Italia»: si trova a un passo da Lanzo Intelvi, in cima alla Sighignola, in una posizione dalla quale si gode di uno dei panorami più incantevoli di tutto l'arco prealpino lombardo. Beh, per potersene riempire gli occhi, dal 1964 occorre aggirare l'embrione di questa stazione incompiuta. Purtroppo non c'è mezzo di venirne a capo, almeno non da parte italiana perché, come ribadito recentemente dal primo cittadino di Lanzo Alfredo Delbò, l'approdo della funivia si trova in territorio svizzero. Quasi vent'anni fa si era comunque ipotizzato un recupero del manufatto che passasse attraverso l'abbattimento delle strutture semicircolari e la realizzazione di un solarium di oltre 400 metri quadrati alla quale annettere, anche, una grande sala per l'azzardo, piena di slot machines, da collegare al Casinò, facendone quasi una dependance in alta quota. Il progetto costava circa un milione di euro così, all'indomani dell'accordo con il Municipio di Arogno che è proprietario del sedime (fu siglato nel 1999), l'allora sindaco di Lanzo Eudo Dordi stabilì, non senza qualche buona ragione, che le priorità erano altre. Se possibile anche più intricata è, invece, la storia del Palababele - edificio anch'esso citato nell'elenco degli ecomostri del sito -, autentica bruttura abbandonata della cittadina del mobile (e del basket): la sua sfortuna si deve sostanzialmente all'impossibilità di riconvertirne il progetto originario a usi diversi dalla pallacanestro. Per ripagare eventuali costi di completamento occorrerebbe che fosse davvero polifunzionale, al punto che l'ipotesi parsa in assoluto più plausibile (anni '90) prevedeva la creazione di un bowling con palestre, centro fitness, ristoranti e un'arena per il basket che fosse però riconvertibile in caso di concerti o di altre adunate simil-oceaniche. Oggi, sotto gli occhi di tutti, è invece il progressivo, inarrestabile degrado di una struttura preda della ruggine e di volta in volta teatro di bivacchi di balordi o scalate di graffitari. Quel che senz'altro non si può scalare, anche perché sorvegliatissimo, è il nuovo Casinò di Campione d'Italia. Ecomostro tra gli ecomostri, il progetto originario prevedeva anche l'abbattimento della vecchia sede e la realizzazione di un parco pubblico digradante verso il lago. L'architetto Botta tiene a ricordarlo, a dire che il "suo" palazzo avrà sì conquistato la maglia nera ma in origine prevdeva anche quello spazio che, se realizzato,ne avrebbe un po' modificato l'aspetto. Dice oggi il sindaco di Campione Marita Mangili Piccaluga: «L'idea resta quella (si era parlato anche di non abbattere il vecchio casinò ma di riconvertirlo in una struttura alberghiera, ndr) ma onestamente, quattro mesi dopo il suo insediamento, questa maggioranza ha molto altro a cui pensare. E poi non dimentichiamolo: radere al suolo il vecchio casinò comporterebbe costi troppo elevati per un Municipio su cui, lo ricordiamo, pesano ancora i mutui del nuovo progetto. Ecomostro? Non so, ma del parco riparleremo più avanti». Nove piani per oltre 42mila metri quadrati di superfici calpestabili. Il Casinò di Campione ha dimensioni davvero notevoli