Il Comune non ci ha rinunciato, anzi. Proprio in questi giorni, a Ca' Farsetti, stanno studiando il modo per impugnare davanti al tribunale amministrativo regionale il parere favorevole della commissione di salvaguardia che, il 31 luglio scorso, ha di fatto "sanato" i mega-cantieri per la costruzione dei cassoni del Mose a Pellestrina. Il capo di gabinetto del sindaco, Maurizio Calligaro, non vuole sbilanciarsi troppo: «Stiamo valutando la possibilità di un'azione legale. Non vogliamo fare un ricorso, se poi non ci sono buone possibilità di vincerlo. Ma se ci saranno gli estremi, non c'è ombra di dubbio che procederemo». Le riunioni decisive sono già fissate per la prossima settimana. Il via libera ai contestati cantieri, in salvaguardia, era arrivato a maggioranza: a favore, tra gli altri, aveva votato anche la Soprintendenza ; contro ministero dell'Ambiente e Comune. Cacciari, all'indomani della decisione, aveva usato i toni forti: «La decisione della commissione di salvaguardia mi appare semplicemente incomprensibile perché siamo di fronte a un intervento che con assoluta evidenza modifica profondamente e permanentemente lo stato dei luoghi, che doveva essere sottoposto anche a una valutazione di tipo paesaggistico e ambientale. La decisione assunta dalla salvaguardia, che spesso si segnala per il rigoroso, e a volte addirittura "punitivo" ossequio delle norme nei confronti del comune cittadino, rappresenta l'ennesimo atto che intende sanare a posteriori ciò che non era stato autorizzato, né potrebbe risultare sanabile ai sensi delle vigenti leggi. Il Comune è deciso a far valere il proprio punto di vista in ogni sede a tutela anche delle sue specifiche e non surrogabili competenze». Ora, per far valere quelle competenze utilizzando lo strumento del Tar, i tempi stringono. Normalmente il termine è di 60 giorni. Il parere è del 31 luglio, poi c'è stata la sospensione dei termini per tutto agosto e fino al 15 settembre. Quindi il Comune ha ancora un mesetto di tempo per presentare il suo ricorso. Intanto, sempre sui cantieri del Mose di Pellestrina, si è espresso anche il direttore generale per i beni architettonici e paesaggistici del Ministero, l'ex soprintendente di Venezia, Roberto Cecchi. A chiamare in causa Roma era stata Andreina Zittelli, in qualità di componente del gruppo di lavoro del gabinetto del sindaco, ma anche WWf e Italia Nostra che avevano chiesto la sospensione dei lavori. Ora Cecchi ha risposto con due paginette in cui si riporta una nota del luglio scorso della Soprintendenza di Venezia che, ripercorrendo la procedura, evidenziava tutta una serie di problematiche legate sia all'autorizzazione dei cantieri (la mancanza di una «regolarità paesaggistica», per cui il Magistrato si è rivolto in Regione che ha lasciato «inevase» le richieste, a riguardo, della stessa Soprintendenza ), sia ai lavori già realizzati (per l'«interramento», i «tempi», le difficoltà in genere «di ripristino»). E allora il voto a favore del 31 luglio? La nota del ministero continua ricordando che quel parere della Soprintendenza è accompagnato da una serie prescrizioni per il Magistrato: la presentazione di «idonea documentazione» su stato dei luoghi e lavori da realizzare, ma soprattutto di un «piano di ripristino dei luoghi alla situazione corrispondente allo stato prima dell'inizio dei lavori». E Cecchi conclude la sua lettera precisando che la sua direzione «nulla ha da aggiungere rispetto a quanto espresso dalla competente Soprintendenza ». Edizione del 1210
VENEZIA - Ricorrere al Tar del Veneto contro i cantieri del Mose.
Il Comune di Venezia sta valutando la possibilità di impugnare il parere favorevole della commissione di salvaguardia che ha autorizzato i cantieri del Mose a Pellestrina. Il Comune ha già fissato le riunioni decisive per la prossima settimana e sta valutando la possibilità di un'azione legale. Il capo di gabinetto del sindaco, Maurizio Calligaro, non vuole sbilanciarsi troppo e non vuole fare un ricorso se non ci sono buone possibilità di vincerlo. Il parere della commissione di salvaguardia è stato accolto a maggioranza, con la Soprintendenza che ha votato a favore, mentre il Ministero dell'Ambiente e il Comune hanno votato contro.
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