Ieri i 230 dipendenti delle cooperative che gestiscono biglietterie, caffetterie e punti di vendita hanno incrociato le braccia chiedendo il rispetto del capitolato d'appalto Chi si presentava a palazzo Ducale è stato dirottato all'Accademia, gli altri hanno atteso invano senza nessuno che desse loro spiegazioni Turisti a bocca asciutta ieri per la chiusura forzata dei musei civici veneziani. I 230 lavoratori delle cooperative che gestiscono la guardiania delle sale, e l'apertura di casse, book-shop e caffetterie hanno scioperato per chiedere l'adeguamento delle cooperative all'articolo 18 del capitolato di appalto Musei Civici e manifestare tangibilmente la loro preoccupazione e quella del sindacato su come affrontare e superare le problematiche ancora irrisolte, quali la totale assenza di pianificazione degli orari di lavoro che crea disuguaglianze e disagi sulla vita familiare e sulla condizione sociale ed economica dei lavoratori, l'abolizione dei contratti a chiamata e a progetto e il contratto nazionale di lavoro, scaduto da 28 mesi. «Chiediamo - spiegano i sindacalisti della Filcams Cgil e della Rsa - un protocollo d'intesa che acceleri il superamento di tutte le problematiche denunciate e apra la contrattazione di secondo livello e il raggiungimento del premio di produzione. E vogliamo chiarezza sulla costituzione della "Fondazione Museale" che il Comune sta portando avanti senza rispondere alle ripetute richieste di incontro avanzate dal sindacato. Siamo preoccupati per le eventuali "operazioni spezzatino" che figurerebbero nell'arco della nuova gestione, con eventuali ricadute occupazionali che si potrebbero verificare». E così ieri i turisti che si sono recati ai musei Correr, Palazzo Ducale, Torre dell'Orologio, Ca' Rezzonico, Casa Goldoni, Palazzo Mocenigo, Ca' Pesaro, Fortuny, Museo del vetro, Museo del merletto, Museo di storia naturale e Planetario di Venezia hanno trovato le porte inesorabilmente sprangate per tutto il giorno per sciopero. Solo a Palazzo Ducale, dove è l'ingresso della Soprintendenza , un'addetto alla sorveglianza spiegava i motivi della chiusura, rimandando i molti delusi alle Gallerie dell'Accademia, di proprietà statale e quindi aperte. Variopinta la reazione dei "foresti": qualcuno era particolarmente infastidito, altri indifferenti, i più solidarizzavano con i manifestanti. I disagi per i turisti veneziani sono destinati a continuare: i lavoratori sono pronti a indire almeno altre due giornate di sciopero e mettere in forse anche le festività natalizie se non verranno ricevuti dal sindaco Massimo Cacciari, dal vicesindaco Michele Vianello, dall'assessora alla Cultura Luana Zanella e dal direttore dei Musei civici Giandomenico Romanelli per un confronto sullo stato della trattativa.I lavoratori sono molto delusi: avevano chiesto l'incontro con sindaco, vicesindaco, assessora e direttore Musei civici già quattro mesi fa e quattro giorni fa avevano avvisato dello sciopero e sollecitato l'audizione. Così, dopo aver manifestato in piazza San Marco, in corteo si erano recati in Comune. «A Ca' Farsetti non abbiamo trovato nessuno - spiega il segretario Filcams Cgil, Andrea Brignoli -: Cacciari, Vianello e Zanella erano assenti "per incontri politici" (ai Tolentini c'era Veltroni, ndr) e siamo stati ricevuti dal capo di gabinetto Calligaro e dal direttore generale del Comune. All'uscita abbiamo incontrato Vianello che arrivava, ma non si è neppure fermato, mandandoci a quel paese. Chiediamo scuse e spiegazioni al vicesindaco del suo comportamento».
VENETO - Musei civici chiusi per sciopero, l'ira dei visitatori
Ieri, 230 dipendenti delle cooperative che gestiscono i musei civici veneziani hanno scioperato per chiedere l'adeguamento delle cooperative all'articolo 18 del capitolato di appalto. I lavoratori chiedono un protocollo d'intesa per superare le problematiche irrisolte, come la totale assenza di pianificazione degli orari di lavoro e l'abolizione dei contratti a chiamata e a progetto. I sindacalisti hanno anche espresso preoccupazioni sulla costituzione della "Fondazione Museale" e sulle eventuali "operazioni spezzatino" che potrebbero verificarsi. I turisti sono stati costretti a tornare a casa senza poter visitare i musei, che sono stati chiusi per tutto il giorno.
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