Ieri, grande festa al ministero dei Beni culturali: si presentava la mostra "Canova", che si terrà nei luoghi canoviani del Nordest, cioè a Bassano del Grappa e a Possagno, dal 22 novembre al 12 aprile 2004. Un grande evento, una mostra antologica che racconta tutti gli aspetti del grande maestro Veneto, un artista europeo (ha lavorato per i regnanti di tutti i Paesi, da Giorgio III a Napoleone), un artista completo che era prima di tutto scultore, ma anche pittore, incisore, inventore di tecniche modernissime, come dimostra la pittura con biacca su tela grezza dei monocromi. Ed era anche un tipo eccentrico, uno spirito libero, uno che scriveva di non voler prendere moglie perché - si sa -le donne, soprattutto se giovani, fanno perdere un mucchio di tempo, uno che non voleva andare a vivere alla corte della zarina Caterina II perché aveva bisogno di respirare, di non sentirsi soffocato dalla vita dei cortigiani! Alle sue terre natali, comunque, preferiva Roma, la Capitale dei Papi, dove visse gran parte della sua vita e dove rimane il suo studio, in Via delle Colonnette, il cui abbandono - come dice, ma è un allarme, Giuseppe Pavanello, uno dei curatori della mostra e studioso esperto di Canova - pretende un restauro urgente. A presentare l'antologica del maestro, finalmente ripulito dalla polvere delle accademie e restituito alla modernità, c'erano studiosi e politici. C'era il sindaco (orgoglioso) di Bassano del Grappa, Giampaolo Bizzotto, che ha raccontato come, grazie ai partner privati, è riuscito a organizzare questo «evento». C'era il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, che ultimamente ha aiutato finanziariamente la gipsoteca di Possagno, cioè il museo che raccoglie i modelli delle statue in gesso e 30 bozzetti («Finalmente abbiamo bagni e riscaldamento!», gioisce Giampiero Favaro, presidente della Fondazione Canova di Possagno). Ma soprattutto c'erano i curatori, entusiasti e innamorati dell'opera del maestro veneto. È toccato a Pavanello raccontare i percorsi espositivi. Lo ha fatto con garbo, con un sapiente miscuglio di aneddoti e di cultura. La mostra, ha spiegato, è divisa in quattro sezioni ed espone opere che vengono da mezzo mondo. Molte dall'Ermitage di Pietroburgo. La prima parte, nel museo di Bassano, introduce al periodo in cui visse e lavorò Canova. Ci sono splendidi ritratti di grandi uomini dell'epoca, di mecenati, di nobiluomini. Tra tutti, il ritratto del veneziano Abbondio Rezzonico, l'ultimo senatore di Roma, gigantesco quadro di Pompeo Batoni. La seconda sezione racconta il Canova scrittore, che imparava a parlare inglese con un libriccino di esercizi, che raccontava delle statue di Fidia ammirate a Londra. Poi c'è la sezione che raccoglie i disegni canoviani: se ne potranno vedere 190, a rotazione, compreso il bozzetto delle "Tre Grazie" acquistato di recente dal Comune di Bassano e finora mai presentato al pubblico. Nella quarta sezione, ecco i marmi, quegli splendori vivi, che andrebbero visti alla luce di torce e candele. Ci sono capolavori noti (come "Orfeo ed Euridice") e ci sono capolavori ritrovati per caso come "La Pace", che sta a Kiev perché "intrigava" (nel senso Veneto del termine) a Mosca. A Possagno, ci si immerge nella vita d'artista di Canova perché entrare nella gipsoteca è come stare lì mentre il maestro studia luci e ombre delle sue opere.. Piccola curiosità: la mitica statua di Paolina Borghese (naturalmente il modello in gesso) non sarà più acefala. «Abbiamo il permesso della galleria Borghese per fare il trapianto», sorride Favaro, cioè un nuovo calco in gesso dall'originale, che però non si muoverà da Roma.
Canova, artista completo e spirito libero
Ieri, al ministero dei Beni culturali, si è tenuta la presentazione della mostra "Canova" che si terrà a Bassano del Grappa e a Possagno dal 22 novembre al 12 aprile 2004. La mostra è un'antologica che racconta tutti gli aspetti del grande maestro Veneto, un artista completo che ha lavorato per i regnanti di tutti i Paesi e ha scritto di non voler prendere moglie. La mostra è stata presentata dai curatori, studiosi e politici, tra cui il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani e il sindaco di Bassano del Grappa Giampaolo Bizzotto.
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