Comune e proprietà non si accordano, i ruderi restano lì -------------------------------------------------------------------------------- Uno sconcio che da sessant'anni è una ferita per la città. Stiamo parlando dei ruderi dell'edificio in Lungarno Galilei vicino al palazzo ristrutturato della ex questura. Sono ancora lì a causa di uno stallo tra Comune e proprietario dell'area. Da un lato il proprietario chiede volumetrie e perimetri di intervento, dall'altro l'amministrazione ha approvato un regolamento urbanistico nel 2001 che impone vincoli sia volumetrici che di area. Fatto sta che l'area è uno scempio paesaggistico, un caso da ministero dei beni culturali. Un caso anche per l'azienda sanitaria visto il degrado ambientale che c'è. Un caso da protezione civile visto che l'area è transennata da anni per pericoli di crollo dei ruderi con conseguente impedimento dei pedoni di passarci. Il nostro giornale si è sempre occupato delle vicenda anche per la questione della «voragine di buio» che si crea durante la Luminara. Interviene anche l'associazione Amici di Pisa attraverso il presidente Franco Ferraro che dichiara: «Da più di 60 anni ci sono questi ruderi che oltre a essere pericolanti rappresentano una vera vergogna per una città che può annoverare splendidi lungarni, decantati da sempre da poeti e scrittori. La nostra associazione - prosegue Ferraro - invitò il Comune ad interessarsi di questo problema e ad intervenire al più presto al fine di sistemare questo angolo oscuro della città. Sono già trascorsi 13 mesi e ancora niente si è mosso. Comprendiamo che i nostri amministratori debbano risolvere altri importanti problemi ma siamo anche a conoscenza che la proprietà dell'immobile, a partire dagli anni sessanta, ha presentato ben quattro progetti per la sistemazione di quell'area e che tali progetti hanno di volta in volta avuto l'approvazione della Soprintendenza e che già un ricorso al Tar ha confermato l'edificabilità dell'area. In aggiunta a ciò ci risulta che nel luglio 2001 il consiglio comunale di Pisa approvò un ordine del giorno nel quale, tra l'altro, si dava mandato all'assessore competente di contattare la proprietà dell'area al fine di risolvere la questione». Non si fa di certo attendere la risposta dell'assessore Giuseppe Sardu e poi di Salvatore Montano. «Innaniztutto nel luglio 2001 - ricorda Sardu - si è approvato un regolamento urbanistico. La proprietà può ricostruire le facciate del palazzo e le è data la possibilità di edificare fino a una certa area e volumetria. Il problema vero è che la proprietà vuole edificare anche dietro il Lungarno e cioè in via Bovio. Lì ci sono altri vincoli anche da parte della Sovrintendenza. Arriveremo ad un accordo in breve ma non possiamo stravolgere un regolamento urbanistico». «E' il classico esempio - conclude l'assessore Salvatore Montano - in cui il diritto privato dà uno schiaffo al diritto pubblico. Il mio sogno? Ricostruire e fare appartamenti ad affitto calmierato. Intanto intervenga l'azienda sanitaria a bonificare l'area».