ROMA Anche un blitz «incendiario» sul decretone. Un emendamento presentato da quattro senatori della maggioranza - Luigi Grillo di Fi, Celestino Pedrazzini della Lega, Maurizio Eufemi dell 'Udc e Giuseppe Menardi di An - ha cancellato con un tratto di penna il divieto di costruire per dieci anni su terreni, boschi e pascoli distrutti dalle fiamme appiccate dai piromani. Un divieto introdotto da una legge del 2000 il cui scopo di deterrenza è evidente: scoraggiare gli incendiar! che hanno l'obiettivo di preparare il terreno alla speculazione edilizia. Sono stati i Verdi ad individuare la norma nel marasma degli emendamenti approvati nella notte tra mercoledì e giovedì quando la riunione si è protratta fino alle 4 del mattino. Sauro Turroni, vice presidente della Commissione Ambiente di Palazzo Madama, che ha scovato il codicillo numero «32.373», è sobbalzato: «Vergogna. Quella tra Grillo, Pedrazzini, Eufemi e Menardi è una associazione a delinquere con la complicità del relatore, il fido Tarolli, del governo e dell'ineffabile Armosino. Altro che condono, qui si premiano i delinquenti, si fomenta chi appicca gli incendi per costruire». Il clamoroso emendamento giunge dopo un'estate di incendi che hanno tormentato la Penisola e va in coda all'articolo 32, quello sul condono edilizio già nel mirino delle associazioni ambientaliste e delle opposizioni. «Ci stupisce che la norma sia stata proposta dal senatore Grillo che viene dalla Liguria, una delle zone più colpite dagli in-cendi»,ha commentato il vicepresidente del Wwf Maurizio Santoloci. «Abbiamo fatto una cosa giusta - si è difeso Grillo che è presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato - in questo modo consentiamo di costruire sui tenitori colpiti da incendio ma in cui il piano regolatore permette di edificare. Non è giusto - ha sottolineato - che se il piano regolatore prevede di costruire in una determinata zona, questa possibilità si sblocca a seguito di un incendio». Polemiche e scontri finché in un corridoio del Senato Turroni e Grillo si sono affrontati e sono volati insulti. Condono edilizio nel caos. Il blitz «incendiario» introdotto nell'articolo sul condono edilizio riaprirà probabilmente i giochi. Il decretone, accogliendo le richieste di An, aveva stabilito un tetto di 750 metri cubi per ogni stabile da sanare rendendo più severo il testo originario. Vorrebbero mantenere il lìmite An, Lega e Udc e in questo senso si era espresso uno dei vertici di maggioranza. Tuttavia il relatore Tarolli (Udc) ieri ha chiesto di tornare alla regola del decretone e il capogruppo di Firenze Schifani ha dettoche serve una formulazione «più organica». Beni d'arte ancora in bilico. Dopo la bocciatura ad opera della Lega e dell'Ulivo il testo è quello che affida il vaglio degli immobili artistici da vendere alle Sovrintendenze, senza silenzio assenso. Tarolli sostiene che si potrebbe ritornare alla sua proposta di mediazione, che da l'ultima parola al ministro dei Beni culturali ma lo sottopone al silenzio-assenso. An invece ritiene che va bene la versione uscita dalla Commissiono Bilancio del senato. Lo scontro sulla Banca Cdp. Il testo attuale è quello allestito da Tremonti, su questo tuttavia pesano le critiche di An e Udc.Entrambe chiedono che la vigilanza sulla Cassa spa sia affidata completamente alla Banca d'Italia. Nania di An ha presentato ieri un emendamento che affida la nomina dei vertici della Cassa spa al consiglio dei ministri e non al solo ministro dell'Economia. Il viceministro Baldassarri ieri ha chiesto «regole di governance» e una «decisione collegiale». C'è un effetto-amianto. Nella giornata degli «incendi» il relatore Tarulli ha annunciato un emendamento per attutire la stretta sui prepensionamenti per chi è stato sottoposto all'amianto sarebbe esenti dalla stretta i diritti acquisiti (prima del 2 ottobre), i lavoratori già in mobilità e i licenziati.