PALERMO. L'isola di Mozia, che conserva vestigia fenicio-puniche nello Stagnone di Marsala , si candida a entrate nella lista dell'Unesco dei siti patrimonio dell'umanità. L'atto è stato varato dal consiglio di amministrazione della Fondazione Withaker, ente proprietario dell'isola, d'intesa con l'assessore regionale ai Beni culturali, Lino Leanza, il presidente della Provincia di Trapani, Antonio D'Ali, il sindaco di Marsala, Lorenzo Carini, il soprintendente di Trapani, Giuseppe Gini. La delibera sarà consegnata al ministero dei Beni e delle Attività culturali, che dovrà trasmetterla all' Unesco. Nelle intenzioni, Mozia e gli altri siti fenicio-punici del Mediterraneo, dalla Tunisia alla Sardegna, faranno parte di un unicum storico-artistico di grande importanza. «È fondamentale -ha spiegato Leanza- dare ai siti Unesco la valenza di sistema, solo così si raggiungerà quel valore aggiunto di crescita culturale dell'intera regione. Non ci interessa avere semplicemente le medagliette dell'Unesco, vogliamo che certi prestigiosi riconoscimenti diventino economia per i territori sui quali i siti insistono. Una collaborazione fra istituzioni, come richiesto dall'Unesco, e una programmazione culturale da sviluppare nei prossimi mesi, sono i passaggi fondamentali».
Mozia patrimonio dell'umanità?
PALERMO. L'isola di Mozia, che conserva vestigia fenicio-puniche nello Stagnone di Marsala , si candida a entrate nella lista dell'Unesco dei siti patrimonio dell'umanità. L'atto è stato varato dal consiglio di amministrazione della Fondazione Withaker, ente proprietario dell'isola, d'intesa con l'assessore regionale ai Beni culturali, Lino Leanza, il presidente della Provincia di Trapani, Antonio D'Ali, il sindaco di Marsala, Lorenzo Carini, il soprintendente di Trapani, Giuseppe Gini. La delibera sarà consegnata al ministero dei Beni e delle Attività culturali, che dovrà trasmetterla all' Unesco. Nelle intenzioni, Mozia e gli altri siti fenicio-punici del Mediterraneo, dalla Tunisia alla Sardegna, faranno parte di un unicum storico-artistico di grande importanza. È fondamentale -ha spiegato Leanza- dare ai siti Unesco la valenza di sistema, solo così si raggiungerà quel valore aggiunto di crescita culturale dell'intera regione. Non ci interessa avere semplicemente le medagliette dell'Unesco, vogliamo che certi prestigiosi riconoscimenti diventino economia per i territori sui quali i siti insistono. Una collaborazione fra istituzioni, come richiesto dall'Unesco, e una programmazione culturale da sviluppare nei prossimi mesi, sono i passaggi fondamentali.
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