«La Venaria Reale è un vero e proprio paradiso del Barocco: gli spazi immensi, i volumi vertiginosi, la densità delle forme curve delle infinite decorazioni permeano ed esaltano il visitatore. Qui tutto è grande e incredibile: si percepisce il progetto superbo ed ambizioso di allora e quello di adesso, che ha riconquistato la Reggia per tutti i fruitori». È stato il Nobel Orhan Pamuk a esprimersi così in una recente visita a questo complesso dal fascino straordinario alle porte di Torino, inaugurato ieri. Restituita alla sua bellezza originaria, alla sua storia e all'incomparabile panorama artistico del nostro paese, con un imponente restauro costato 300 milioni, la splendida Venaria Reale e la sua Reggia hanno aperto i battenti alla presenza del Ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli, di Walter Veltroni, della presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso e di 7000 invitati. La festa, degna di una dimora regale, si è protratta fino a tarda sera fra musica, proiezioni, concerti di corni e un famoso spettacolo pirotecnico francese portato dal nuovo festival Teatro a Corte. Solo dieci anni fa l'immenso unicum ambientale-architettonico, che è stato oggetto del più esteso e importante progetto di riqualificazione di un bene culturale effettuato in Europa, era un ammasso impraticabile, privo di vetri, di infissi, di legni, invaso dalle sterpaglie, dai detriti, dalla sporcizia. Anche il giardino era coperto da erbacce e da arbusti selvatici. Il restauro pareva impresa impossibile. Ma l'avventura, iniziata nel 1995 con un'intesa tra Enzo Ghigo, presidente della Regione Piemonte e l'allora Ministro della Cultura Veltroni, prese consistenza anche per il fermo proposito di quest'ultimo di farne insieme a Piero Fassino, piemontese doc, un punto imprescindibile della campagna elettorale nel '96. Dopo dieci anni di interventi di incredibile complessità, coordinati da Carla Spantigati, Francesco Pernice, Alberto Vanelli, Maria Grazia Ferrerò, questa dimora di grande splendore creata dal genio degli architetti Amedeo di Castellamonte, Michelangelo Garove, Juvarra e Benedetto Alfieri, oggi ricreata secondo la sua destinazione originaria di luogo di piacere e di gioia, ha aperto le sue porte per rivivere insieme al mondo che le appartenne e per incantare i visitatori con il Salone di Diana, la Galleria Grande, i 1000 metri quadrati di affreschi, la magnificenza dei quadri, degli stucchi, degli intonaci e la piccola, stupenda chiesa juvarriana di Sant'Uberto, ornata di pale preziose. Si aggiungono il complesso della Citroniera e della Grande Scuderia e l'enorme parco di caccia della Mandria. Questo prodigio ambientale e architettonico unico (150.000 metri quadrati di superficie edificata, 80 ettari di giardino una delizia di armoniosi assetti artistici) sarà la porta principale d'accesso al sistema delle residenze sabaude. Ora che sono terminati i restauri degli ambienti interni e di buona parte degli esterni, ora che le opere d'arte della Reggia, e i dipinti sono stati ricollocati al loro posto, la Venaria con i suoi immensi spazi diverrà sede di eventi culturali e di esposizioni. La mostra inaugurale si intitola La Reggia di Venaria e i Savoia. Arte, magnificenza e storia di una corte europea. Allestita con equilibrio fra le esigenze scientifiche e la divulgazione, racconta le glorie e la cultura di una dinastia nel suo periodo d'oro. All'ampio allestimento partecipano musei italiani e stranieri di prestigio: fra questi il Louvre, l'Hermitage, il Metropolitan, il Prado, Versailles. Ai loro prestiti si aggiungono opere appartenenti alle residenze sabaude. È una profusione di creazioni artistiche eccellenti, commissionate a pittori come Van Dick, Guido Reni, Pietro da Cortona, ad ebanisti di genio come il Piffetti, a finissimi scultori. La parata si snoda in un percorso di due chilometri. Si parte da una zona sottostante il Belvedere alfieriano, si transita in una galleria che con ritratti e documenti riassume 1000 anni di una stirpe dinastica duratura e dei suoi protagonisti: Emanuele Filiberto, artefice della fortuna del casato con la vittoria di San Quintino, Vittorio Amedeo II, Carlo Emanuele II, primo re sabaudo, le Madame Reali. Si transita anche nelle zone di servizio, uno spazio architettonico sorprendente con una bella sala di colonne e volte a crociera, con cucine e canali, tutto com'era una volta ). Si accede poi al piano nobile, stupefacente per la grandiosità decorativa e prospiciente ai giardini. Qui oltre alle grandi opere di pittura che si riportano al filo conduttore - una dinastia e il suo rapporto con le altri corti europee - si ammirano mobili e arredi, porcellane e argenti, arazzi e busti scolpiti anche oggetti legati a momenti di vita pubblica e privata dei sovrani e dei cortigiani, ad episodi di caccia legati al duca Carlo Emanuele II che per primo volle la costruzione della dimora. E poiché ormai è regola la spettacolarità, in questo caso ben coniugata con la sostanza scientifica, il regista Peter Greenaway, artista inglese tutto genialità e potere visionario, ha curato una creazione cinematografica che ravviva con le sue visoni gonfie di gusto barocco quel mosaico di vita serena fra piaceri di corte e l'arte venatoria. Dopo la festosa e fastosa inaugurazione, il pubblico con soli tre euro, d'ora in poi si godrà la bella residenza di caccia, che per quanto soggetta a ulteriori restauri fino al 2011, resta incomparabile per magnificenza, armonia, equilibrio e luminosità.
Venaria. Un paradiso del barocco tolto alle erbacce
La Venaria Reale, un complesso barocco a Torino, è stato restaurato e riaperto al pubblico dopo dieci anni di lavori. Il complesso, creato dagli architetti Amedeo di Castellamonte, Michelangelo Garove, Juvarra e Benedetto Alfieri, era stato in stato di abbandono e aveva bisogno di un restauro costoso. Il progetto di riqualificazione è stato coordinato da Carla Spantigati, Francesco Pernice, Alberto Vanelli e Maria Grazia Ferrerò. La mostra inaugurale, intitolata "La Reggia di Venaria e i Savoia. Arte, magnificenza e storia di una corte europea", è stata allestita con opere d'arte provenienti da musei italiani e stranieri.
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