ROMA - Approvato nella notte dalla commissione Bilancio, è arrivato ieri mattina in aula al Senato il decretone che accompagna la Finanziaria. Rispetto al testo del governo le novità sono parecchie, oltre un centinaio, e altre modifiche certamente verranno apportate prima del sì definitivo di Palazzo Madama. L'approdo in aula non ha comportato, per ora, particolari problemi. Respinte, come da copione, le pregiudiziali di costituzionalità presentate dal centrosinistra, le prime votazioni sono state fissate per lunedì pomeriggio. Ma sull'intero provvedimento è sospesa l'arma totale del governo, cioè il ricorso alla fiducia. L'opinione prevalente nella maggioranza è che il maxi-emendamento necessario per blindare la manovra sarà presentato al massimo entro mercoledì. Tuttavia, "trovare la quadra" e ricompattare la Casa delle libertà non è un'impresa semplice, perché bisogna elaborare un pacchetto di misure "condiviso" sui temi che hanno visto la maggioranza profondamente divisa. Il principale nodo da sciogliere riguarda la Cassa depositi e prestiti trasformata in Spa. An e Udc insistono perché la vigilanza venga affidata a Bankitalia; Tremonti e il suo alleato di ferro, la Lega, vogliono che questo compito, sostanzialmente, sia lasciato al Tesoro. Il partito di Fini, comunque, non demorde e ha presentato un emendamento che consentirebbe alla Cassa di svolgere attività bancaria, ricadendo automaticamente sotto il controllo di Via Nazionale. Ormai la questione è diventata politica e con tutta probabilità se ne parlerà oggi al Consiglio dei ministri, con Berlusconi incaricato, come al solito, di mediare tra i contendenti. Gli altri punti più importanti in sospeso sono il silenzio-assenso sulla vendita degli immobili di possibile interesse culturale e le tutele per i lavoratori esposti all'amianto. Vediamo il nuovo volto del provvedimento che viaggia di conserva con la Finanziaria. Condono, governo battuto. Durante le votazioni notturne è passato, con l'apporto dell'opposizione, un emendamento di An su cui l'esecutivo e il relatore Tarolli (Udc) avevano dato parere contrario. Si stabilisce che il limite condonabile di 750 metri cubi debba valere per l'intero immobile da mettere in regola e non per le singole abitazioni. Così si evita che il colpo si spugna si applichi ai complessi immobiliari. Il governo, però, insiste per tornare alla formulazione originaria, malgrado le perplessità dello stesso capogruppo di Fi, Schifani, che chiede «un testo più organico». Alloggi della Difesa. Qui la maggioranza ha raggiunto il compromesso sulla cartolarizzazione, oggetto di un lungo braccio di ferro tra i ministeri dell'Economia e della Difesa. Si sblocca la vendita, ma un fondo gestito dal dicastero guidato da Martino, con dotazione portata da 15 a 20 milioni, costruirà alloggi da dare in affitto ai militari. Gli attuali inquilini, tuttavia, non abbassano la guardia e chiedono maggiori garanzie a loro favore. Beni culturali. E' un'altra questione assolutamente aperta. Governo e Cdl devono stabilire una volta per tutte se le Sovrintendenze saranno obbligate a dare il loro parere sulla cedibilità di un immobile entro un termine prefissato (per esempio 60 giorni) o se per questo giudizio non esisterà vincolo temporale. Nella prima ipotesi, trascorsi i giorni a disposizione, scatterebbe il silenzio-assenso. In altre parole, se una Sovrintendenza non avesse il tempo di rispondere, si darebbe via libera alla vendita. Amianto in aula. L'accordo sulla platea di lavoratori interessata alle tutele andrà cercato prima del voto. 11 costo potrebbe oscillare tra 80 e 120 milioni di euro. Concordato preventivo. I termini per l'adesione slittano dal 28 febbraio al 31 maggio 2004. Inoltre, si chiarisce che i clienti di chi si accorda con il fisco potranno sempre chiedere la fattura o lo scontrino fiscale. "Naturalmente italiano". Questo il marchio che tutelerà sui mercati mondiali i nostri prodotti di qualità. Un fondo per proteggere il meglio del "made in Italy" alimentare dovrebbe essere gestito dal ministero delle Politiche agricole. Costruire dopo gli incendi. I Verdi suonano l'allarme: grazie a un emendamento al condono edilizio si potranno edificare immobili anche sulle aree colpite dal fuoco. In precedenza, vigeva un divieto di almeno 10 anni. «Così - accusano gli ambientalisti - si premiano i delinquenti».