ROMA C'è una novità nel braccio di ferro tra Fondazioni e e ministero dell'Economia. La partita sembrava congelata in attesa della sentenza della Consulta che deve decidere se davvero le nuove norme del ministro Tremonti sono incostituzionali come sostengono le Fondazioni. Nella tarda serata di venerdì sera dal ministero è partita una lettera indirizzata a tutte le Fondazioni bancarie, e all'Acri, l'associazione che le rappresenta presieduta da Giuseppe Guzzetti. Una lettera che ha per oggetto: «Ordinaria amministrazione e documento programmatico previsionale». Il passaggio saliente è in queste righe:« Il documento programmatico previsionale, con il quale la fondazione definisce le linee generali degli interventi istituzionali e della gestione del patrimonio per l'esercizio successivo rappresenta, per la sua portata, un atto eccedente l'ordinaria amministrazione. Pertanto la sua esecuzione deve essere autorizzata da questa autorità di vigilanza». E ancora:«in assenza dell'autorizzazione le fondazioni non potranno dare esecuzione al documento e limiteranno la propria attività al completamento degli interventi in corso». Una volta ottenuta l'autorizzazione «le fondazioni potranno dare esecuzione ai nuovi interventi con esso coerenti, nei limiti in cui questi siano riconducibili all'ordinaria amministrazione. Al di là di tale limite occorrerà richiedere apposita autorizzazione». Insomma il documento programmatico, quello con cui le Fondazioni decidono a favore di chi effettuare quelle erogazioni che sono la loro stessa ragion d'essere, non è per il ministero "attività ordinaria", e quindi deve ottenere il beneplacito di Tremonti. Perché il Tesoro fa questa puntualizzazione? Per capirlo bisogna fare un passo indietro. Alla decisione presa dal Tar meno di un mese fa, sul ricorso presentato contro la riforma Tremonti dalle Fondazioni. I giudici hanno ritenuto fondati i dubbi di costituzionalità sollevati dagli enti, e hanno mandato tutto alla Consulta. In attesa di un chiarimento su tutta la linea, hanno anche sospeso quelle norme secondarie fissate dal ministero il cui rispetto avrebbe pesantemente condizionato le decisioni delle Fondazioni. Tra queste c'era anche la circolare del 23 ottobre, con la quale Tremonti prescriveva che i documenti programmatici non dovessero contenere più di 3 settori di intervento. Rispetto al passato si trattava di un restringimento dell'autonomia decisionale degli enti. Il Tar ha congelato questa novità. La lettera di venerdì riapre i giochi, perchè il ministero puntualizza che comunque i documenti programmatici dovranno essere autorizzati. Da un anno le Fondazioni sono nel caos, in guerra aperta contro la riforma Tremonti, che considerano uno scippo dei loro patrimoni. E il traguardo della riforma ancora non si vede.
Tremonti alle Fondazioni: erogazioni, serve il nostro ok
Il ministero dell'Economia ha inviato una lettera alle Fondazioni bancarie e all'associazione Acri, in cui afferma che i documenti programmatici previsionali, che definiscono le linee generali degli interventi istituzionali e della gestione del patrimonio, rappresentano un atto eccedente l'ordinaria amministrazione e quindi devono essere autorizzati. La lettera è stata inviata in attesa della sentenza della Consulta sulla costituzionalità delle norme del ministro Tremonti. Le Fondazioni sostengono che queste norme sono incostituzionali e hanno sospeso le norme secondarie fissate dal ministero, tra cui la circolare del 23 ottobre che prevedeva un restringimento dell'autonomia decisionale degli enti.
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