Piatto ricco, quest'anno, per le amministrazioni pubbliche o private che hanno chiesto l'assegnazione dei fondi dell'8 per mille per la parte di gestione diretta dello stato. Il plafond è di un certo rispetto (oltre 46 milioni di euro), un gruzzolo molto più dignitoso degli striminziti 4 milioni di euro e poco più che i beneficiari si sono dovuti dividere l'anno scorso. Tutta colpa della politica finanziaria di Giulio Tremonti che negli anni 2003 e 2004 ha stornato la maggior parte delle risorse a venire (ben 40 milioni di euro) per migliorare i saldi di finanza pubblica e per finanziarie il fondo previdenziale del personale di volo. Quest'anno però, il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta nell'annunciare al presidente della camera Fausto Bertinotti lo schema di decreto per la ripartizione dei fondi, ha comunicato che la musica è cambiata e che comuni, beni culturali e parrocchie potranno contare sul recupero di circa 45 milioni di euro. Certo le richieste erano più pesanti mentre i fasti dell'8 per mille non sono più quelli di una volta, prima dell'entrata in vigore della finanziaria 2004, quando l'ammontare raggiungeva addirittura oltre 100 milioni di euro. Ma per ora è questo che offre palazzo Chigi e Letta deve esserestato ben contento di farlo sapere proprio adesso, alla vigilia delle primarie per indicare il segretario del partito democratico, gara nella quale corre convinto. Le domande pervenute sono state 1142, ma tra quelle fuori termini, quelle presentate da soggetti che non hanno i requisiti necessarie e quelle presentate da enti che comunque perseguono scopo di lucro, ne sono state accettate 749. Le richieste erano per 565milioni di euro ma i soldi disponibili sono quelli che sono. Il ministero per i beni culturali di Francesco RuteUi è andato forte. È riuscito a spuntare ben 5milioni 21mila euro. Gli interventi sono i più vari: si va dalla tutela del sito di interesse paleontologico Grotta Corbeddu a Oliena (Nu), all'adeguamento della sezione Brancaccia della biblioteca nazionale di Napoli, al passaggio al catalogo automatizzato della Biblioteca nazionale centrale di Roma (intervento per il quale ha avuto un milione250mila euro), al progetto per il restauro del fondo archivi notarili di Roma, al restauro complessivo della facciata del palazzo del tribunale di Finale Ligure, alla valorizzazione delle serie archivistiche conservate nell'archivio di stato a Venezia. Anche il Comune di Roma, guidato da Walter Veltroni ha ottenuto 342mila euro per il restauro del palazzotto settecentesco Tiberi-Ceva e dell'area dei mercati traianei. I beneficiari outsider, intendendo i privati, sono stati la comunità ebraica di Torino, che ha avuto 273mila euro per il restauro della sinagoga di Alessandria, la Fondazione Guglielmo Marconi che ha avuto 24mila euro per il restauro degli apparati storico scientifici esposti nel museo dedicato all'inventore. Alla Fondazione accademia nazionale di Santa Cecilia sono andati 500mila euro per il completamento dell'intervento di realizzazione di una sede espositiva idonea a ospitare l'intera collezione di strumenti musicali antichi e moderni. La fondazione istituto Gramsci ha avuto 267mila euro per la valorizzazione dell'archivio del grande politico, mentre quella intitolata a Gian BattistaVico ha avuto 500mila euro per il recupero degli interni e delle facciate esterne della Chiesa di San Gennaro all'Olmo e di San Biagio Maggiore a Napoli. La Fondazione centro per lo studio e la documentazione delle società di mutuo soccorso ha avuto 76mila euro per il restauro conservativo di trentacinque bandiere storione delle società di mutuo soccorso piemontesi. Fondazione sassi Matera e Zetema hanno ottenuto 580mila euro per i famosi sassi. Per il resto è tutto uno spartirsi di risorse tra comuni e parrocchie. Quando si può, ce n'è per tutti.