La pulizia del solo centro storico costa 5 milioni all'anno. L'intero sistema di controllo e manutenzione molto di più. Cestini da svuotare più volte nell'arco della giornata, impiego di mezzi per il lavaggio delle strade anche negli orari di punta, sorveglianza e pattugliamento delle zone più frequentate o a rischio: un conto è avere 38omila abitanti, altra cosa gestire 9 milioni di presenze turistiche in dodici mesi, oltre a un flusso di pendolari e studenti fuori sede che porta a 8oomila il numero delle persone che ogni giorni gravano sulla città. Se Firenze pensa alla tassa di scopo il motivo è questo. Anche se le opinioni sui modi per centrare l'obiettivo sono diverse. Le categorie eco-nomiche, per esempio, non vedono di buon grado l'introduzione di nuovi balzelli: nel 2002 si erano anche mobilitate, direttamente e attraverso la Camera di commercio, per creare un fondo da dedicare alla manutenzione della città (fu denominato Florence fund), ma l'iniziativa non è mai decollata per mancanza di un quadro normativo regionale e nazionale. «I dati sono sottostimati -commenta Silvano Gori, assessore alle Attività produttive e al Turismo del Comune -. Se parliamo di flussi di visitatori ritengo che dobbiamo arrivare intorno ai 12 milioni all'anno, mentre sul fronte dei costi che l'Amministrazione deve sopportare è necessario inserire l'impegno dei vigili urbani, gli interventi straordi-nari, i danni provocati ai monumenti e alle cose». Non è dunque azzardato moltiplicare almeno per due i 5 milioni del costo della pulizia. Una stima realizzata dall'Irpet (Istituto regionale di programmazione economica della Toscana) quantifica tra 14 e 18 milioni l'eventuale gettito di una tassa sul turismo. E 10 , milioni è la cifra di cui si era parlato in occasione di una recente visita del ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, il quale s'è impegnato a inserire Firenze tra le città d'arte da aiutare con uno stanziamento nazionale straordinario. «È un provvedimento che ancora aspettiamo» taglia corto Gori.