I grandi tour operator stranieri e le Regioni bocciano la richiesta dei Comuni di introdurre una tassa di soggiorno sui turisti, nell'ambito della Finanziaria 2008, per la quale ha espresso un giudizio favorevole anche il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa (si veda «II Sole-24 Ore» di ieri). «La notizia della riproposizione di una tassa di soggiorno ha gettato scompiglio tra i tour operator europei e rischia di provocare un pesante contraccolpo dopo anni difficili» afferma Mally Mamberto, presidente del consorzio Incoming Italia che gestisce, nel complesso, l'arrivo in Italia di oltre 6 milioni di turisti stranieri l'anno. «I grandi gruppi hanno preso carta e penna e stanno inviando fax e telegrammi di protesta all'indirizzo del Governo italiano - aggiunge la Mamberto -. Dopo il dietrofront di alcuni mesi fa ora rischieremmo una nuova figu-raccia. Con una tassa di soggiorno fino a 5 euro saremmo tacciati nuovamente di inaffìdabilità». Contestazioni alla tassa sui turisti arrivano dai big europei come Tui, Neckermann, Thomas Cook, Rda, e anche dall'australiana Tempo holiday o dalla Hello Italy di New York. Nei messaggi che i tour operator stanno indirizzando al Governo di Roma c'è la richiesta esplicita di evitare l'introduzione di tasse in ambito turistico. Del resto - si fa notare tra i tour operator europei - lo stesso vice-premier Francesco Rutelli ha dichiarato in questi giorni che «in Italia l'offerta turistica resta penalizzata dai prezzi troppo alti». «Siamo sconcertati, è proprio un colpo basso, non ce l'aspettavamo, una tassa sul turismo mette i pacchetti fuori mercato visto che dobbiamo combattere con un euro molto forte e i prezzi sono poi già definiti» replica, da Tokio, Tatsuyuki Ichinose, top manager della centrale turistica Gtg. «La posizione delle Regioni è di ferma opposizione» rilancia Enrico Paolini, coordinatore nazionale degli assessori al Turismo e vicepresidente Enit, dopo un confronto approfondito con Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni. «Bene le tasse di scopo - aggiunge - ma tassare i turisti è una follia». «È il fallimento della politica del Governo nel turismo» aggiunge Luca Zaia, vicepresidente del Veneto. «La tassa è solo autolesionismo» sottolinea Renzo Iorio, presidente dell'Associazione catene alberghiere (Aica). «Bisogna però compensare le città d'arte per i costi che sostengono e per la ricchezza che producono», ribatte Roberto Grossi, segretario generale di Federculture. Il bilancio della stagione turistica non è del tutto positivo, nel complesso. Secondo Federalberghi sono stati persi almeno 500 milioni di euro. Secondo l'Aica - rileva Iorio - il tasso di occupazione delle camere nel 2007 flette al 63,3 dal 64,5 del 2006.1 ricavi medi per camera calano del 2 a quota 86,10 euro. Tra gennaio e luglio - specifica l'Uic-Bankitalia -la spesa dei turisti esteri in Italia (17,7 miliardi) è calata dello 0,1 rispetto al 2006 (-10,7 l'attivo valutario). I pernottamenti di stranieri in hotel (pari a poco più di 198 milioni) segnano un 0,7 appena.