Dopo due secoli di abbandono la reggia di Venaria Reale ha riaperto. La residenza sabauda, sottoposta a un restauro durato otto anni, ha accolto ieri 7mila invitati, in una giornata a metà fra il culturale e il mondano. All'inaugurazione hanno partecipato il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, Walter Veltroni, Piero Fassino, Sergio Chiamparino e la presidente della Regione, Mercedes Bresso. La soddisfazione per il recupero ha avuto una impronta bipartisan, tanto che ieri erano presenti anche l'ex presidente della Regione Enzo Ghigo, di Forza Italia, e il sottosegretario alla Giustizia del Governo Berlusconi, Michele Vietti. E c'erano anche esponenti dei due rami, in lite, della famiglia Savoia, rappresentati da Vittorio Emanuele e da Amedeo. «Rivederla così - ha commentato Veltroni, che nel 1996 come ministro dei Beni culturali concepì il progetto - rispetto alla prima volta che l'ho visitata, è la più grande testimonianza di come le nostre bellezze debbano essere restaurate, conservate e proiettate nel futuro». La giornata non è stata solo contraddistinta dall'entusiasmo per la rinascita di uno dei luoghi più incantevoli del barocco italiano: «II costo annuale di gestione della reggia - ha spiegato Rutelli - si aggira sui nove milioni di euro. Per il primo anno questa cifra è assicurata». Per il futuro si pensa a una fondazione che dovrebbe avere nel suo nocciolo duro di "azionisti" lo Stato, la Regione Piemonte e la Compagnia di San Paolo. Sulla gestione del patrimonio culturale, ieri mattina è intervenuto Luca Cordero di Montezemolo, secondo cui «se il pubblico non è in grado di tutelare, gestire e valorizzare i patrimoni, ben venga, con tutti i controlli necessari, la corretta gestione da parte dei privati». E Rutelli, da Venaria Reale, si è detto d'accordo: «Sono favorevole agli incentivi ai privati perché una parte della ricchezza prodotta venga reinvestita in cultura». Investimenti. Sono serviti 200 milioni di euro per effettuare i lavori di restauro della reggia. Di questi, 75 milioni sono di provenienza comunitaria: si tratta dell'importo più elevato erogato negli ultimi dieci anni da Bruxelles su un singolo cantiere culturale. Gli specialisti. Restauratori, ingegneri, stuccatori, muratori, idraulici e falegnami: complessivamente sono state impegnate 1.200 persone nei sessanta cantieri aperti nella reggia di Venaria. Rivive la corte. Duecento attori e trecento comparse sono stati impegnati nell'allestimento multimediale predisposto dal regista Peter Greenaway, che ha girato 170 scene delta vita quotidiana della corte. Immagini che vengono proiettate in questi giorni all'interno della reggia. Le opere esposte. In tutto, sono esposte 450 opere sulla storia dei Savoia, prestate per l'occasione da 40 musei. Dipinti, statue, busti, armature, argenti e arazzi sono per esempio giunti dal Louvre, dell'Ermitage, dal Prado, dal Victoria and Albert Museum, da Versailles e dalla Gemaldegalerie.
Una fondazione per gestire Venaria
La reggia di Venaria Reale, abbandonata per due secoli, è stata riaperta dopo un restauro durato otto anni. La inaugurazione è stata segnata da una grande folla di 7mila invitati, tra cui politici e personaggi del mondo del cinema. Il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli e il presidente della Regione Mercedes Bresso hanno partecipato all'evento. Il costo annuale di gestione della reggia è stimato sui nove milioni di euro, mentre il primo anno è assicurato. Si pensa a creare una fondazione con azionisti lo Stato, la Regione Piemonte e la Compagnia di San Paolo. Il restauro ha richiesto 200 milioni di euro, di cui 75 milioni provenienti dalla Comunità europea.
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