TORINO Sergio Chiamparino, il sindaco di una città che da Olimpiadi e patrimonio culturale ha costruito la propria rinascita, lo chiama «nuovo mecenatismo: e non è fatto di questue ma di vera collaborazione pubblico-privato». Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria che del circuito arte-cultura-storia-turismo parla da sempre come di «un asset trascurato, ed-è un delitto perché dopo l'industria potrebbe essere il secondo grande fattore di crescita per il Paese», ovviamente sottoscrive. E rilancia. Esempi ne avrebbe mille. Però, per dire, «pensate a Pompei». Non fa il nome (ma dev'essere Tony Blair) dell'«importante ex premier straniero» che, dopo una visita agli scavi, «era alquanto stupito, ed è un eufemismo, di quel che ha visto intorno. Non un albergo, non un negozio, non una grande libreria: erbacce e carta». Morale: «Usciamo dalla demagogia del "pubblico". Perché sé poi il pubblico non ce la fa, allora si passi la mano ai privati. Con tutti i controlli e le regole, ovvio. Ma abbiamo patrimoni enormi che, soprattutto al Sud, sono totalmente abbandonati a se stessi. E non è possibile». Tanto meno accettabile. L'«esempio virtuoso» può essere proprio Torino, quella collaborazione pubblico-privato che ha usato il volano delle Olimpiadi ma ieri, per esempio, ha finalmente riportato allo splendore che merita la Reggia di Venaria. E da vent'anni con enti e imprese raggruppate nella Consulta presieduta da Ludovico Passerin d'Entrèves «adotta» e restaura beni storico-artistici. Una visione di sistema che, dice Montezemolo, dimostra «quali siano poi le ricadute anche sull'economia e sull'occupazione». Ci aspettiamo turisti, «ci aspettiamo cinesi e indiani?». Se li vogliamo, diamo loro strutture e infrastrutture: «Rendiamoci conto che anche il patrimonio culturale ne fa parte. E non ci è costato nulla: è un'enorme risorsa che abbiamo ereditato, è la storia del nostro Paese», insiste al convegno organizzato per il ventennale della Consulta. Poi certo, a una frecciata il presidente di Confindustria non rinuncia: «Vogliamo i turisti, ma non abbiamo una compagnia aerea in grado di portarli. E noi che abbiamo ricevuto tante lezioni dallo Stato su come gestire le nostre imprese...». Però non è giorno di polemiche, al di là delle battute «mai come oggi occorre sottolineare le cose positive che comunque il nostro Paese ha». «Spirito costruttivo», insomma, che si traduce nella proposta «formalizzata» per Confindustria da Maurizio Costa (numero uno Mondadori e presidente della Commissione cultura di Viale dell'Astronomia) : «Noi siamo già passati dalla fase del mecenatismo a quella delle strategie aziendali. Il passo avanti, la chiave di sviluppo auspicabile per-il futuro, sarebbe una vera e propria partnership tra il pubblico e il privato». Piace a Francesco Rutelli la proposta di Confindustria. «Montezemolo ha assolutamente ragione», sottolinea il ministro dei Beni Culturali. E qualcosa si muove. «Nella Finanziaria ci sono già innovazioni importanti», ricorda il vicepremier che aggiunge: ora servono incentivi.
Pompei? Ai privati II piano delle imprese
Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, sostiene che il patrimonio culturale italiano è un "delitto" perché non è sfruttato come potrebbe essere. Cordero di Montezemolo sostiene che il patrimonio culturale potrebbe essere un fattore di crescita importante per l'economia italiana, ma che attualmente è "abbandonato" e non viene sfruttato. Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, sostiene che il patrimonio culturale può essere sfruttato attraverso una collaborazione pubblico-privata, come ad esempio la riapertura della Reggia di Venaria. Cordero di Montezemolo sostiene che la collaborazione pubblico-privata può avere ricadute positive sull'economia e sull'occupazione.
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