Versiliana. Scoperte interessanti nel restauro -------------------------------------------------------------------------------- Piccoli tesori, custoditi dal tempo. Scale nascoste in vani chiusi, affreschi, volte suggestive ed originali. Sono solo alcune delle scoperte, sicuramente sorprendenti, fatte durante i lavori di restauro e riqualificazione nella Villa della Versiliana avviati a metà settembre. Mentre già sono stati completati i lavori strutturali alla Fabbrica dei Pinoli e alla Libreria (restano da completare gli impianti e le rifiniture che renderanno gli edifici pienamente fruibili per l'estate 2008), scoperte sono dunque state fatte dalla ditta esecutrice quando è intervenuta nel fabbricato sicuramente più importante del complesso della Versiliana. Rinvenimenti che hanno reso necessario un incontro e un sopralluogo con l'architetto Glauco Borrella della Soprintendenza alle Belle Arti di Lucca con il quale, a questo punto, sarà mantenuto un contatto stretto per valutare le fasi di progressivo intervento. «Quanto è stato rinvenuto in parte era previsto, ma in parte no- spiega l'ingegnere comunale Giovanni Chiacchio - ad esempio sono stati trovati solai costituiti da piccole volte di mattoni architettonicamente interessanti, sono riemersi affreschi presenti un po' in tutte le stanze, ma coperti dalle tinteggiature eseguite nel tempo, nel locale fino ad oggi adibito per contenere i quadri elettrici è stata inoltre trovata una scala coperta. Alcune di queste scoperte, poi necessiteranno approfondimenti adeguati infatti nello spazio del giardino lato Viareggio è presente un terrapieno che abbiamo scoperto nascondere una scala, segno che tale terrapieno è stato realizzato successivamente. Prima di demolirlo dovremo però eseguire una ricerca catastale per risalire agli anni della sua realizzazione: se infatti è stato realizzato nel periodo dei soggiorni dannunziani andrà mantenuto, altrimenti dovremo valutare un'altra soluzione. C'è poi un'altra piccola scala che conduce direttamente al tetto senza alcuno sbocco ed anche in questo caso dovremo avviare una ricerca documentale, perché è verosimile che permettesse l'accesso ad un terrazzino-torretta con vista sul mare che andrebbe quindi ripristinato per rimanere fedeli all'originale struttura della Villa». I lavori all'edificio, risalente alla fine dell'Ottocento e noto per essere stato dimora estiva di Gabriele D'Annunzio, hanno poi permesso di comprendere la particolare dislocazione delle stanze presenti nel fabbricato per il suo uso dell'epoca con vani-cucina, locali per la servitù, spazi per il pranzo la cui identità si è persa nel tempo. «Scopo della collaborazione stretta che vogliamo mantenere con la Sovrintendenza - prosegue Chiacchio - è anche quello di concordare interventi puntuali, e non solo di massima, per arrivare a riportare il fabbricato alla sua identità di dimora di lusso prediletta dal Vate. A questo punto sarà impostata diversamente la logica del recupero: non solo infatti creare all'interno della Villa un contenitore per mostre e occasioni culturali ma anche rendere possibile al visitatore un percorso storico degli ambienti prediletti da D'Annunzio attraverso una fedele riproposizione».