Rivoluzione a Largo Donnaregina. A oltre un anno dal suo arrivo a Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe ha messo mano alla riorganizzazione della Curia. Ce l'aveva in testa da tempo, ma ha approfittato dell'arrivo in città di Benedetto XVI (il prossimo 21 ottobre, al Meeting sulla Pace) per presentare una struttura tutta nuova dei suoi uffici. Che qualcosa stava per cambiare nelle silenziose sale accanto al Duomo, il cardinale l'aveva annunciato lo scorso giugno al convegno di Serino. Ed è una trasformazione non da poco. Si è trattato di ripensare non più in senso geografico il ruolo dei vicari episcopali, ma in senso «funzionale», per settori, e di una riduzione (quasi un dimezzamento) dei decanati, che da 24 sono diventati 14. Giovedì scorso, tra l'altro, Sua Eminenza, aveva nominato il vescovo ausiliario, Antonio Di Donna che affiancherà l'altro vicario generale, Filippo Iannone. Quest'ultimo ricoprirà anche l'incarico di moderatore della Curia (occupandosi del settore giuridico-amministrativo), mentre Di Donna presiederà l'area pastorale. Di più, i nuovi vicari episcopali che sono entrati nelle nuove funzioni già da ieri, non risiederanno più nelle loro parrocchie, ma avranno degli uffici in Curia (ancora da allestire). Non è stato ancora stabilito se, coloro che hanno una parrocchia da gestire dovranno lasciarla a breve. Di sicuro il carico di lavoro che li riguarderà renderà sicuramente gravoso il doppio incarico. Così l'addio ai propri parrocchiani potrebbe essere inevitabile. La rivoluzione di ieri ha come obiettivo, secondo il cardinale, «una Chiesa in stato di missione che abbia come priorità un'evangelizzazione attenta al territorio, disponibile all'ascolto, rispettosa di chi lavora nel silenzio, ma sempre con entusiasmo». «Per garantire non solo l'efficienza dei diversi settori» ha aggiunto Sepe «ma soprattutto lo spirito collegiale del governo pastorale della diocesi, i settori dovranno essere in rete tra loro e con il territorio, così da facilitare la comunicazione e lo scambio di idee e di opinioni». È quindi una centralizzazione che, nelle intenzioni del cardinale, dovrebbe avvicinare di più la Curia alle singole realtà sociali e rafforzare il contatto diretto con le parrocchie. Ma vediamo chi sono i nuovi vicari e che cosa faranno. L'uomo per le comunicazioni sociali, le pubblicazioni e l'informatizzazione è ora Gennaro Matino, che è stato incaricato anche di creare una radio e una televisione diocesana e di potenziare il settimanale «Nuova Stagione». Salvatore Esposito, che attualmente insegna Liturgia alla facoltà di Teologia (e che sta organizzando la visita di papa Ratzinger a Napoli) si occuperà della disciplina dei sacramenti e del culto divino. Ad Antonio Terracciano, parroco dell'Immacolata a Capodichino, sarà affidato il clero e la formazione degli operatori pastorali. Filippo Grillo, padre spirituale in Seminario, è il vicario per la vita consacrata. L'incarico per la catechesi e l'evangelizzazione è andato a Gaetano Castello, docente di Sacra Scrittura. Laicato, famiglia, giovani e arciconfraternite saranno curate da Raffaele Ponte (parroco di Santa Maria di Costantinopoli a Cappella Cangiani). Direttamente dalla sua parrocchia di Scampia approda a Donnaregina Vittorio Siciliani: si occuperà della costruzione di nuove chiese e della ristrutturazione degli edifici di culto. Gaetano Romano, parroco a San Giovanni a Teduccio, impegnato da anni in progetti anti-usura e anti-racket, ha avuto l'incarico per la caritas, la pastorale sociale e il lavoro. Infine, Ugo Dovere dovrà vedersela con i beni culturali, il museo diocesano e l'università. E già il 23 ottobre avrà il primo impegno ufficiale con l'inauguarazione proprio del museo diocesano, con il presidente Giorgio Napolitano e il vicepremier Francesco Rutelli.
CAMPANIA - Rivoluzione a Largo Donnaregina, altri nove vicari.
Il cardinale Crescenzio Sepe ha annunciato una nuova struttura per la Curia di Napoli, con una riduzione dei decanati e una riorganizzazione dei vicari episcopali. I nuovi vicari episcopali, nominati il giorno prima, avranno uffici in Curia e non più nelle loro parrocchie. Il cardinale ha spiegato che l'obiettivo è una Chiesa in stato di missione che abbia priorità l'evangelizzazione attenta al territorio. La nuova struttura mira a centralizzare la Curia e a rafforzare il contatto diretto con le parrocchie. I nuovi vicari episcopali saranno responsabili di settori diversi, come la disciplina dei sacramenti, la catechesi e l'evangelizzazione.
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