Castellammare. Una petizione popolare contro il degrado degli Scavi di Stabia. A proporre l'iniziativa sono storici, archeologi, docenti, appassionati dell'arte e semplici cittadini che, riuniti in un comitato, hanno deciso di scendere in campo attivamente per tutelare il grande patrimonio archeologico di Castellammare. Un gruppo di volontari che, attraverso un manifesto, intende promuovere un patto per la difesa e la valorizzazione di questi beni, realizzando un'azione organica e condivisa tra soggetti istituzionali, organizzazioni culturali e cittadini. Alla guida del direttivo il giornalista Antonio Ferrara, lo storico Pippo D'Angelo, il preside Antonio Carosella e l'archeologo Domenico Camardo. Un'iniziativa dettata dalla necessità di porre rimedio alle precarie condizioni in cui sono conservate le due ville romane (Villa Arianna e Villa San Marco), e l'Antiquarium che ospita gli oggetti rinvenuti sul comprensorio stabiese. Un vasto patrimonio archeologico visitato ogni anno da numerosi studiosi e turisti ma carente di servizi, di collegamenti e di assistenza ai visitatori. «La scorsa settimana spiega un custode siamo stati costretti a recuperare un gruppo di studiosi davanti alla clinica ospedaliera Villa Stabia. All'uscita dalla circumvesuviana avevano chiesto indicazioni per raggiungere le storiche ville di Stabia». L'eccezionalità del patrimonio archeologico e l'importanza della collezione di pittura romana esistente ha indotto i membri del comitato ad attivare un programma di gestione dei beni denominato «Progetto Stabiae», attorno al quale raccogliere i principali istituti archeologici stranieri operanti in Italia, le università e tutti gli studiosi e personalità scientifiche che si sono occupate di Stabiae nel corso degli anni. «Si tratta di progetto che rientra a pieno titolo spiega lo storico D'Angelo nel processo di Pianificazione strategica avviato dal Comune con il documento «Stabia 2010», approvato dalla giunta nel dicembre 2006, e si ricollega al Piano operativo regionale «Grandi attrattori culturali», promosso dalla Regione Campania nell'ambito delle linee strategiche definite dal ministero per i Beni culturali». Il «Progetto Stabiae» si articolerà su alcuni elementi fondamentali: dalla realizzazione del parco archeologico di Stabiae, all'inserimento di Stabiae nella lista dei siti protetti dall'Unesco, accanto a Pompei, Ercolano e Oplontis, e la redazione del relativo piano di gestione, alla realizzazione di laboratori di archeologia aperti a studenti e giovani di tutto il mondo, fino al collegamento dell'area archeologica con la città. «La tutela di questo grande patrimonio è un obiettivo irrinunciabile sottolinea Ferrara stiamo raccogliendo adesioni anche attraverso internet, all'indirizzo comitatostabiaiol.it e quando avremo raccolto un numero sufficiente di adesioni allora invieremo la nostra petizione a Rutelli, Bassolino, al sindaco Vozza e al sovrintendente di Pompei Guzzo».