Si svolgerà a Catania, oggi e domani, le «Giornate dell'Ecomuseo», l'iniziativa organizzata dal Centro di documentazione e studi sulle Organizzazioni complesse e i Sistemi locali "CeDoc" dell'Università di Catania, in partenariato con l'Unesco Italia, la sezione italiana dell'International Council of Museums e con il "Laboratorio Ecomusei" della Regione Piemonte. L'evento - che ottenuto anche il patrocinio dell'assessorato ai Beni culturali della Regione Siciliana, della Provincia regionale di Catania e del Comune di Catania, oltre che dei quattro Parchi regionali e dell'Unpli Sicilia - intende porre la Sicilia al centro del più ampio circuito nazionale e internazionale sul tema delle politiche di gestione dei beni culturali. La prima giornata di lavori, che si svolgerà oggi alle 9.30, nell'aula magna della facoltà di Scienze politiche, sarà inaugurata dal convegno «Una nuova offerta culturale per lo sviluppo sostenibile del territorio: l'ecomuseo». Introdurranno il rettore dell'Università di Catania, Antonino Recca; il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro; gli assessori regionali ai Beni culturali (Nicola Leanza); al Territorio (Rosanna Interlandi); all'Agricoltura e foreste (Giovanni La Via); saranno presenti inoltre il presidente della Provincia di Catania Raffaele Lombardo, il sindaco Umberto Scapagnini e il preside di Scienze politiche Giuseppe Vecchio. Nel corso della mattinata il CeDoc illustrerà inoltre il progetto dell'Ecomuseo urbano della città di Catania "MaaaP" (finanziato con fondi dell'Unione europea, misura 2.03 del POR Sicilia 200006). La sessione pomeridiana del convegno sarà dedicata invece al workshop sul tema «Una proposta di legge per gli ecomusei in Sicilia: le Regioni si confrontano», con l'obiettivo di promuovere nel territorio un dibattito che porti a disciplinare e a istituire gli ecomusei. Domani l'iniziativa si sposta al Palazzo centrale dell'Università (9.30), dove si svolgerà l'Incontro nazionale degli ecomusei, promosso dal Laboratorio Ecomunsei della Regione Piemonte. E nel pomeriggio, alle 16.30, appuntamento al Monastero dei Benedettini dove sarà presentato il «Coordinamento nazionale degli ecomusei». Alle 17 sarà inaugurata la mostra «Parish Maps-Mappe di Comunità». Nell'introdurre questo progetto, il Laboratorio Ecomusei intende proporre la ricerca e la realizzazione di uno «strumento efficace, semplice, diretto, accessibile a tutti, in grado di dare evidenza delle molteplici relazioni che legano indissolubilmente tra loro le due grandi categorie del patrimonio e della comunità locale». Perché le mappe non sono solo un insieme di semplici segni grafici e di colori sulla carta, ma documenti che divengono custodi del bene più prezioso, la memoria delle storie umane legate ai luoghi. «Se da un lato, oggi, sofisticate cartografie tematiche raccolgono e documentano ricerche su ogni angolo del pianeta - osservano gli organizzatori - dall'altro si evidenzia una perdita delle conoscenze puntuali dei luoghi, le espressioni di saggezze sedimentate e raggiunte con il contributo di generazioni e generazioni». Un luogo è infatti molto più di un'asettica superficie geografica, di un elenco di dati, di elementi naturali e costruiti: un luogo include memorie, spesso collettive, azioni e relazioni, valori e fatti numerosi e complessi che sono spesso molto più vicini alla gente che alla geografia, ai sentimenti che all'estensione superficiale. Le mappe di comunità sono pertanto strumenti attraverso cui la gente che abita un luogo può raccontare ad altri, o ricordare a se stessa, i punti fondamentali e più significativi della propria storia. La mappa, in questo caso, non è dunque fine a se stessa, ma rappresenta un percorso personale e collettivo che comporta coinvolgimento, ricerca e impegno; uno strumento creativo che è in grado di rinsaldare e ricostruire in termini attuali il legame fondamentale tra le persone e i luoghi.