palma Commissariato Ok del Consiglio Approvata all'unanimità la delibera che sblocca l'iter per costruire il nuovo presidio Naro. Erano dati per dispersi almeno dal 1976, ma le ultime foto risalgono addirittura al 1971, quando erano ancora nella biblioteca comunale Feliciana di Naro. Poi il nulla: del dipinto su tela, di autore ignoto, risalente alla fine del Seicento, raffigurante un personaggio appartenente al Casato dei Lucchesi, ma anche del monumento funebre secentesco in marmo bianco e di una lastra tabernacolo in marmo di Carrara di stile gaginesco si erano perse le tracce. Ora i reperti sono stati finalmente ritrovati in un locale di pertinenza del Comune. Lo ha reso noto la soprintendente ai beni culturali Gabriella Costantino. I reperti erano stati «segnalati» da uno storico di Naro, il professor Ignazio Todaro, studioso peraltro del Casato dei Lucchesi Palli (Andrea Lucchesi Palli fu vescovo di Agrigento nel Settecento ed è a lui intitolata la biblioteca lucchesiana). La tela di fine Seicento primi del Settecento è stata rinvenuta, priva della cornice, arrotolata ed è in pessime condizioni, esattamente come i frammenti marmorei degli altri reperti. Ora la Soprintendenza, in collaborazione con il sindaco di Naro, Maria Grazia Brandara, ha anche presentato una perizia di somma urgenza per effettuare le prime e necessarie opere di restauro. Non è ancora chiaro in quali circostanze i reperti siano spariti dalla biblioteca Feliciana e come siano improvvisamente ricomparsi. È certo che sia la tela che i monumenti funebri sono menzionati da fonti storiografiche naresi e che erano ritenuti ormai perduti. È probabile che durante gli anniSettanta qualcuno abbia tentato di impadronirsene, ma si tratta di opere d'arte difficilmente piazzabili a buon prezzo al di fuori di Naro. Ora non resta che attendere il restauro e l'esposizione in adeguati locali di Naro, uno dei gioielli del barocco della nostra provincia purtroppo però trascurato dagli itinerari turistici.