Rutelli alla festa inaugurale: "Questo sarà il fulcro di un grande circuito di turismo culturale" Una fondazione pubblico-privata per gestire il complesso Bresso ripercorre le tappe dellimpresa. Ghigo commosso. Seimila visitatori prenotati ieri sera e altrettanti previsti oggi -------------------------------------------------------------------------------- La sfida di Venaria è partita, con una mostra bellissima in una reggia bellissima. E con una festa tristanzuola, frenata dai dubbi morettiani di una giunta Bresso dilaniata da inconfessabili istinti vippaioli messi allindice però più dalla paura delle ghigliottine dellantipolitica che dai ricordi della severa sinistra dantan. Una sfida che consisterà, come ha spiegato il ministro Rutelli, nel trasformare questo gioiello recuperato «nel fulcro di un circuito di turismo culturale, quello delle Residenze sabaude, tra i più importanti dEuropa e che non teme il confronto con realtà come la reggia di Versailles o i castelli della Loira». Perché questo accada però è necessario che ci siano gli strumenti giusti: la gestione della Reggia costerà ogni anno 9 milioni di euro. Per questo ha annunciato Rutelli, nascerà (a gennaio ha garantito) un ente, probabilmente una fondazione («stiamo studiando quale sia la soluzione migliore è ho affidato alla parlamentare Maura Leddi il compito di approfondire il problema» ha spiegato il ministro) di cui faranno parte ministero, Regione e fondazioni bancarie. Ma anche altri privati che si rivelassero interessati. Fondazione che dovrebbe gestire non solo Venaria (e gli eventi culturali che dovranno «riempirla» di senso, oltre che di visitatori) ma lintero circuito delle residenze reali sabaude. Un peccato invece la festa triste, perché la giornata era partita bene, con una lunga coda di giornalisti che fin dal mattino si sono assiepati fuori dalla Reggia per visitarla in anteprima. A fare gli onori di casa cera lei, Mercedes Bresso, ex zarina, da oggi a tutti gli effetti Madama Reale con il fedelissimo assessore alla cultura Gianni Oliva. Con il regista Peter Greenaway. Con Alberto Vanelli, ovviamente, che del restauro di Venaria è stato lanima, e con i responsabili passati e presenti delle varie Soprintendenze torinesi. Una mattinata che si è prolungata oltre misura perché lattesa conferenza stampa, programmata per le 13, è slittata di oltre unora a causa del ritardo del ministro Francesco Rutelli, bloccato a lungo a Roma dalla riunione del consiglio dei ministri. Ritardo che ha però consentito agli altri big della politica arrivati qui per il vernissage, da Walter Veltroni a Piero Fassino al sindaco Sergio Chiamparino, di bighellonare a lungo per il cortile e il parco della Reggia sotto il tiepido solo autunnale. E di chiacchierare tra loro, pur sotto locchio e le orecchie attente di decine di cronisti, con inusuale rilassatezza. Così Veltroni, Fassino e il sindaco di Venaria Nicola Pollari, appoggiati a una balaustra, hanno potuto ricordare per lennesima volta la visita notturna, nella primavera del 96, alla Reggia allora abbandonata. Visita da cui è partito lavventura: Veltroni infatti pochi giorni dopo divenne ministro ai Beni culturali del governo Prodi e lanciò lidea del restauro. Trovando poi anche una parte dei finanziamenti grazie alle lotterie, come ha ricordato. Particolare importante, quello del ruolo di Veltroni nelle vicenda, per spiegare la sua presenza a Venaria ieri, altrimenti interpretabile (solo) come uno spot preelettorale. Poi mentre Chiamparino smentiva senza convinzione le voci di un imminente rimpasto di giunta, finalmente è arrivato Rutelli. E sono iniziati i discorsi ufficiali. Bresso ha ripercorso le tappe e ricordato al persone che avevano portato a questo giorno: dallacquisto negli anni Settanta da parte della Regione di gran parte della Mandria («un investimento non solo culturale, ma anche di salvaguardia ambientale, voluto dallarchitetto Rivalta e poi dal presidente Brizio) fino ai meriti del suo predecessore Enzo Ghigo, seduto in sala a fianco di Fassino. Ghigo è stato anche chiamato sul palco nel pomeriggio, per la ripetizione dei discorsi ufficiali davanti al pubblico vip. Ha ringraziato Bresso, ricordando come questa operazione «sia stato un esempio di buona politica, di politica capace di superare gli schieramenti di parte» (un concetto ripreso anche da Rutelli). Ghigo («sono emozionato», ha confessato) poi ha preferito non assistere alla festa. E andandosene è stato protagonista di un divertente siparietto con lex ministro Domenico Siniscalco che era arrivato senza cravatta e cui ha ceduto la sua. E gli altri vip? Le solite facce note di Torino da Chiambretti a Franzo Grande Stevens, da Giancarlo Caselli dai rettori universitari alla pletora di assessori regionali, provinciali, comunali con amici al seguito. Come Antonio Ferrentino, presidente della Comunità montana Bassa Valle Susa. E poi Gregorio Marsaj (senza Eva Herzigova) Carla Bruni, larchitetto Augusto Cagnardi al banchiere Gabriele Galateri. Poi mentre la festa con teatro di strada e fuochi di artificio è continuata per le vie di Venaria, finalmente le porte della Reggia si sono aperte ai visitatori: 6 mila quelli già prenotati per ieri sera, altri 6 mila per oggi. Un buono inizio.
PIEMONTE - Venaria, ecco la Reggia ritrovata ma la vera sfida comincia adesso
Il ministro Ghigo ha inaugurato la festa inaugurale della Reggia di Venaria, insieme alla fondatrice della Regia, Mercedes Bresso. Il ministro Rutelli ha annunciato la creazione di una fondazione pubblico-privata per gestire il complesso, che costerà 9 milioni di euro all'anno. La fondazione sarà composta da ministero, Regione, fondazioni bancarie e privati interessati. La Reggia di Venaria è stata restaurata grazie all'idea del ministro Walter Veltroni, che ha lanciato l'idea del restauro nel 1996. La festa è stata seguita da una conferenza stampa, durante la quale Rutelli ha spiegato il piano per trasformare la Reggia in un centro di turismo culturale.
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