«E' interesse di tutti che il nuovo assetto della Biennale sia definito in anticipo rispetto alla scadenza di inizio 2008: è mio obiettivo procedere entro la metà di novembre». Il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli rompe il silenzio sulla Biennale e annuncia le sue mosse. Stop anche al florilegio di candidature locali per prendere il posto di Davide Croff, perché sarà il ministro e solo lui a scegliere il nuovo presidente della Biennale e strada sbarrata anche alla nomina di nuovi curatori da parte dell'attuale Consiglio che scadrà a gennaio. «Ho accolto l'invito della Commissione Cultura della Camera per illustrare il 17 ottobre (il giorno prima del Consiglio della Biennale ndr) ha dichiarato il ministro gli indirizzi del Ministero su priorità e strategie della principale istituzione culturale nazionale. Solo successivamente designerò il nome del Presidente, nella persona capace di attuare nel modo più coerente gli indirizzi. Mi sono già formato un'opinione, ma è giusto che la scelta sia fatta nell'ambito di una chiara strategia, più che a seguito di una disputa sui nomi dei candidati. Ho consultato nelle scorse settimane gli amministratori cittadini e regionali, poiché è fondamentale, per la Biennale, la collaborazione tra il Governo e le Amministrazioni del territorio. Il che non deve però indurre all'equivoco di una confusione di ruoli: la cooperazione è decisiva, ma le competenze sono stabilite dalla legge in modo chiaro». E sul ruolo degli enti locali, c'è un attacco al presidente della Provincia Davide Zog-gia, che contrariamente al fronte anti-Croff del sindaco Massimo Cacciari e del presidente della Regione Giancar-lo Galan si è speso in dichiarazioni concilianti nei confronti dell'attuale presidente. «Sarebbe altrettanto desiderabile che gli enti territoriali - continua il ministro -investissero nella Biennale risorse finanziarie commisurate al protagonismo che giustamente mettono in campo. Penso ai 10 mila euro che destina la Provincia di Venezia che ha diritto a un componente del Consiglio di amministrazione ma, a differenza del Comune, non compensa con forniture di altri servizi». Quanto ai direttori delle diverse sezioni della Biennale, Rutelli conclude sottolineando che «toccherà al Presidente nella pienezza delle sue funzioni proporre le nomine al Consiglio». «Le dichiarazioni del ministro Rutelli giungono assolutamente inattese replica Zoggia e dimostrano come sia stato male informato. La Provincia di Venezia pur tra tutte le difficoltà che hanno gli enti locali, ha sempre cercato di contribuire al successo ed alla crescita della Biennale e, certamente, da un paio d'anni a questa parte ha aumentato il proprio impegno in questo senso. 110 mila euro ai quali fa riferimento il ministro rappresentano la quota istituzionale ma non contemplano azioni quali il restauro del Padiglione Venezia, con il contributo per le iniziative per Emilio Vedova o il possibile trasferimento dell'Asac a San Servolo. Sarebbe assolutamente triste veder affermarsi la logica, che sono certo non è quella del ministro, che chi più paga ha maggiore diritto ad esprimere le proprie idee». «La Biennale va cambiata - dichiara Cacciari . Con chi me lo dirà Rutelli. Ho un impegno preciso con lui di non parlare di nomi prima della designazione. La responsabilità è sua ed è giusto che se la assuma interamente. Sottolineo che qualunque sia la scelta di Rutelli io la rispetterò e rispetterò il personaggio che sceglie. A me interessa il programma. La Biennale va fondata su attività permanenti». «Le dichiarazioni del ministro Rutelli sul futuro della Biennale sono più che condivisibili», anche per Galan, che ricorda l'impegno della Regione e precisa che si è sobbarcata da sola il restauro del Padiglione Venezia. E il Ministero ricorda - confermando ciò che dice la Regione che il contributo degli enti locali alla Biennale nel 2007 non raggiunge comunque neppure il 10 per cento di quello dello Stato.
Nomine, l'altolà del ministro Rutelli
Il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli ha annunciato le sue mosse per la Biennale di Venezia, definendo l'assetto della manifestazione entro la metà di novembre. Ha romperto il silenzio sulla Biennale e ha annunciato di procedere con il nomination di un nuovo presidente e curatori. Il ministro ha anche affermato che la collaborazione tra il Governo e le Amministrazioni del territorio è fondamentale per la Biennale. Ha criticato il presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia per aver affermato che la Provincia ha contribuito alla Biennale con 110 mila euro, quando in realtà il contributo è stato di 10 mila euro.
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