Una prima indicazione sulla strada lungo la quale la Biennale dovrà muoversi con la nuova gestione che partirà da metà novembre, con l'indicazione del nuovo presidente, il ministro Francesco Rutelli l'ha già data mercoledì e probabilmente la confermerà il 17 ottobre nel corso dell'audizione davanti alla commissione cultura della Camera. 11 vicepremier, in una nota, ha richiamato gli enti locali e fare di più e meglio per la fondazione, sottolienando come «le risorse che gli enti locali hanno destinato nel 2007 alla Biennale non raggiungono nemmeno il 10 per cento del contributo complessivamente garantito dallo Stato». Andrea Colasio, deputato padovano della Margherita, segretario della commissione cultura della Camera, molto vicino a Rutelli, spiega il Rutelli-pensiero, «È chiaro - dice Colasio - che in Italia la cultura si regge sulle spalle dell'amministrazione statale, ma non deve essere così. In Spagna, la Catalogna spende per il cinema più di quanto non spenda il governo. Le nuove leggi sullo spettacolo e soprattutto quelle sul cinema, con l'apertura ai privati, vanno nella direzione di responsabilizzare maggiormente gli enti locali». La Regione, socia della Biennale, si allinea. «Rutelli ha ragione - dice Franco Miracco, portavoce del governatore Galan e consigliere della fondazione - e la sua affermazione porta alla luce un problema che la Biennale si trascina. Finora non siamo riusciti a mettere in moto un meccanismo di reperimento delle risorse in chiave locale. Non tanto degli enti pubblici, i cui bilanci sono quelli che sono, quanto di altri soggetti che avrebbero la possibilità di fare la loro parte. Federalismo è anche questo». Un richiamo ai privati, dunque, anche perché gli enti locali non hanno risorse, E proprio Colasio, propositore della legge che modifica i finanziamenti per il cinema sul modello francese, annuncia che le norme ci sono. «La nuova legge - spiega il deputato, che è anche responsabile culturale della Margherita - tra le tante norme introduce il "tax shelter", cioè la possibilità di defiscalizzare gli investimenti nel cinema. Questo vuoi dire che tutte le imprese, anche quelle del nostro Nordest, possono godere di benefici fiscali qualora decidano di investire in cultura. È bene che si sappia». La legge è passata al vaglio della commissione cultura del Senato e dovrebbe essere approvata entro Natale.