«Sono poche opere, per lo più sconosciute alla critica, ma già note ai collezionisti privati. Possiamo dire che in questo Museo delle Rarità è raccolto tutto il genio di Carlo Scarpa». Poteva usare solo queste parole l'architetto Ferruccio Franzoia, per presentare il Museo delle Rarità che ieri ha aperto i battenti nelle sale del Castelvecchio di Monselice. Trentasei oggetti del «primo» e «ultimo» Scarpa, tra sculture, argenti, metalli, ma soprattutto vetri soffiati o battuti. Quelli realizzati nei primi anni di lavoro alle dipendenze della vetreria «Cappellin Co» di Murano. «Il museo intitolato a quello che considero il più grande architetto del XX secolo continua Franzoia, allievo del maestro veneziano raccoglie oggetti che Scarpa ha realizzato in momenti particolari, all'inizio e alla fine della sua carriera. E' arte fatta per il gusto del bello, ma che spesso apre scenari del tutto nuovi. Anche se si tratta di un periodo poco documentato dell'attività creativa di Scarpa». E a testimoniare l'importanza che Monselice ha voluto dare al museo c'è tra gli oggetti esposti un vaso sferico su piede tronco-conico realizzato nel 1926. Un pezzo unico, il primo ufficialmente attribuibile a Carlo Scarpa. Da qui inizia un percorso di ricerca artistico, testimoniato dall'esposizione ai piedi della Rocca, attraverso nuove forme e nuovi colori, come certificano gli «studi» e i bozzetti in mostra. Maggiore spazio ai disegni geometrici e ai vetri opachi. Ma anche ad altri materiali e tecniche. Come le sculture, tra cui il logo per il padiglione Italia alla Biennale d'Arte di Venezia del 1968. Uno stemma in intonaco grezzo dipinto su un supporto ligneo sul quale sono incastonate due sfere ovoidali in bronzo. Sempre della Biennale del '68 altre due sculture. «Crescita», in acciaio dorato e «Diedro», sempre in acciaio e pietre dure. «Sono tutti oggetti d'uso ha continuato la sua spiegazione l'architetto Franzoia che mischiano quell'anima bizantina, di cui Scarpa andava fiero, con uno sguardo sempre più deciso verso il futuro». Come mostrano le posate in argento o i tavoli e le lampade in metallo e legno, tutti esposti nelle due sale del Castello di Monselice. «L'impegno della Regione ha concluso la presentazione Franco Miracco, portavoce del Governatore Giancarlo Galan è quello di impegnare i fondi per la cultura in opere di questo genere. Cercheremo di arricchire questo piccolo museo, creato grazie alla passione di un veneto che ha sempre avuto a cuore la sua cultura. Aldo Businaro». E a cui ieri è stata intitolata la Biblioteca del Castello, ora «Sala Aldo Businaro».
Castelvecchio di Monselice. Apre il Museo delle rarità, un omaggio a Carlo Scarpa
Il Museo delle Rarità di Monselice ha aperto i battenti nel Castelvecchio, raccogliendo opere di Carlo Scarpa, considerato il più grande architetto del XX secolo. Il museo presenta 46 oggetti, tra sculture, argenti, metalli e vetri soffiati, realizzati nei primi anni di lavoro alla vetreria Cappellin Co di Murano. L'architetto Ferruccio Franzoia ha presentato il museo, che raccoglie oggetti realizzati da Scarpa in momenti particolari della sua carriera, tra cui un vaso sferico su piede tronco-conico realizzato nel 1926, considerato il primo ufficialmente attribuibile a Scarpa.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo