- FIRENZE - "Ratto delle Sabine': la grande malata continua ad accusare i colpi inferti dall'inquinamento e dal trascorrere del tempo. Si riaffaccia così lo spettro di un ineluttabile ricovero in un museo, e la sostituzione con una copia della grande statua del Giambologna. In questi giorni il gruppo scultoreo che si trova nella Loggia dell'Orcagna, a Firenze, dal 1583 è stato nuovamente 'monitorato', con la speranza di poterlo lasciare dov'è, sotto gli occhi delle migliaia di visitatori che quotidianamente transitano da piazza della Signoria. Novità? «Il rischio di dover rimuovere 'II ratto delle Sabine ' e trasferirlo al chiuso, esiste conferma Mauro Matteini, direttore dell'Istituto per la conservazione e la valorizzazione dei Beni culturali del Cnr . Anche se le nostre speranze e i nostri sforzi vanno in senso contrario». Ma il paziente non migliora. Il «primo gruppo a più figure della scultura europea che sia stato concepito senza una veduta dominante» (per dirla con le parole di Pope Hennessy), versa in pessime condizioni. Quattro secoli e più di inquinanti atmosferici, di piogge dilavanti, di gelo e di solleone, di venti che abradono come carta vetrata, hanno fatto sentire i loro effetti. Tanto è vero che è stata nominata una commissione di studio composta dalle istituzioni più autorevoli e dagli specialisti più accreditati, ciclicamente all'opera: l'Opificio delle Pietre Dure, l'Istituto Centrale del Restauro di Roma, il Cnr. Beni culturali di Mauro Matteini, gli scienziati delle università e i tecnici delle più varie discipline. I primi due anni di studi e sperimentazioni non sono stati sufficienti a sciogliere le riserve, e la commissione, presieduta da Antonio Paolucci, nel giugno dello scorso anno ha deciso all'unanimità di prendersi altri due anni di tempo. Tempo che sta per scadere. In queste ore sotto gli occhi stupefatti dei turisti e dei passanti gli esperti hanno compiuto nuovi controlli sul 'Ratto': «Per verificare l'affidabilità dei materiali protettivi adottati, che purtroppo si sono rivelati soggetti a ingrigimento, e per accertare la reversibilità dei prodotti utilizzati riprende Mauro Matteini . La campagna in corso non ha dato esiti rassicuranti: la zona del ventre della Sabina, le braccia e le dita sono fortemente a rischio. Così come tutte le aree rugose, più ricettive e maggiormente soggette alle aggressioni esterne". L'obiettivo è quello di lasciare al suo posto, in condizioni di accettabile protezione e di ragionevole sicurezza, una scultura che ha bisogno della luce naturale e dello spazio aperto come noi dell'aria che respiriamo le parole di Antonio Paolucci . Nessuno si nasconde tuttavia che la prognosi potrebbe rivelarsi infausta. Così da rendere necessario il ricovero in museo e la sostituzione con una copia del gruppo scultoreo che è da considerare, insieme al "David', il più importante del Cinquecento. Mai Firenze è stata tanto ammirata come negli anni del Giambologna : il capolavoro dei capolavori è 'II Ratto delle Sabine' che sta, e io spero che resti, nella Loggia dell'Orcagna. Ma dobbiamo preoccuparci della sua salvezza».