PADOVA - «E perché mai demonizzare i privati?». Se lo chiede, con una provocazione, il critico d'arte Vittorio Sgambi. Il tema è quello della messa in vendita, da parte del ministero della Giustizia dell'ex carcere dì Padova, o meglio, del Castello dei Carraresi. Dopo che l'altro giorno il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha gelato tutti, confermando che l'ex carcere è tra le strutture dismesse che saranno vendute ai privati. Una prospettiva, dice Sgarbi, non per forza catastrofica. Ma la città continua comunque a muoversi perché il complesso, utilizzato fino al 1991 come carcere, rimanga nelle mani pubbliche. Il CRITICO E LE CRITICHE «Se anche il Castello finisse in mani private non è affatto detto che questo rappresenti il male maggiore». Il riferimento che fa Vittorio Sgarbi è alla fine che fanno tanti monumenti che rimangono soffocati dall'abbraccio statale. Ma anche comunale. «Non mi sembra che a Padova il settore pubblico abbia fatto grandi cose: hanno preso Palazzo Zuckerman ed è ancora lì; l'Odéo Cornaro è stato aperto a metà; hanno restaurato in modo "pestilenziale" il museo degli Eremitani. Invece Palazzo Zabarella che funziona benissimo non è di gestione pubblica», Quello dì Sgarbi suona come un appello ai privati. «Se ci fosse per il Castello dei Carraresi un intervento dì Fabrica di Benetton, oppure dello stesso Federico Bano, l'intervento potrebbe essere ben fatto», A dare una mano ci sono anche i vincoli. «L'edificio è vincolato: non può essere deturpato. Certo, non lo si può dare in permuta, come vuole il ministero. Stabilito questo bisogna darlo a chi lo sa usare. I privati fanno anche cose bellissime: alcuni di loro, come Emo Capodilista o l'intervento che Olcese ha fatto per villa Vescovi a Luvigliano, hanno realizzato interventi assolutamente straordinari. Meglio questo che la mostra sugli anni Sessanta: che quando ne ho parlato a Mario Botta (l'architetto) era inorridito». AL MINISTERO - Il ministero dei beni culturali, interpellato sulle dichiarazioni alla commissione giustizia della Camera del ministro dì giustizia Castelli, conferma che la posizione sul Castello rimane invariata. Il ministero continua quindi a lavorare a un accordo che coinvolga gli enti locali in un restauro e nell'utilizzo della struttura. Un'ipotesi che però, se la vendita venisse confermata, sfumerebbe. IN EXTREMIS - Oggi Andrea Colasio, parlamentare padovano della Margherita, che porta avanti la causa di un Castello in mani pubbliche, presenterà un'interrogazione urgente al ministro per i beni culturali, Giuliano Urbani, in cui chiederà conto della posizione del ministro, Dalla risposta del ministro si dovrebbe riuscire a capire se esistono ancora margini di manovra per salvare il Castello dalla vendita. «Tutta questa vicenda - spiega Colasio - ha scavalcato di colpo proprio la posizione fin qui sempre tenuta dal ministro Urbani. Percorreremo anche la strada del tribunale amministrativo. Ci sono tutti i margini per fare un ricorso al Tar perché comunque, per la procedura di vendita, manca il parere preventivo dei Beni culturali».
Castello dei Carraresi Sgarbi si appella ai privati
Il critico d'arte Vittorio Sgarbi ha espresso una provocazione sul tema della messa in vendita dell'ex carcere di Padova, il Castello dei Carraresi. Sgarbi non considera la vendita come un male maggiore, ma piuttosto come un'opportunità per un intervento privato ben fatto. Il Castello è vincolato e non può essere deturpato, quindi non può essere venduto. Il ministero della Giustizia ha confermato di lavorare a un accordo con gli enti locali per un restauro e un utilizzo della struttura, ma se la vendita viene confermata, sfumerebbe.
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