Wwf e Legambiente su Siberia «Sindaco, imponga i vincoli» Là dove c'era il fitto bosco delle "grotte", ora c'è una radura "rasata". «Un misero campo con sparuti alberelli mentre fusti decennali sono diventati una montagna di legna tritata e segatura», non girano intorno allo scempio gli addetti ai lavori del circolo Legambiente della Valdera e della sezione Wwf di Pisa. Una pioggia di segnalazioni da parte dei cittadini di Siberia, delle Lame e dintorni sul "taglio devastante" del verde di Crespina ha fatto sussultare l'associazione della Valdera. «Quell'area veniva chiamata da tutti le grotte, ovviamente non perché esistessero grotte vere, bensì per la fitta vegetazione e la frescura di cui si poteva godere. E' vergognoso aver permesso una rasata del genere», la protesta dei "verdi" non è solo un mero appello alla salvaguardia del verde. Si tratta di un accorato e scientifico avvertimento sull'importante funzione che gli alberi hanno sulle colline. Risale, infatti, ad un paio di settimane la rasatura di ben venti ettari di bosco ceduo, di proprietà di un'azienda agricola della zona. La forestale sottolinea che non si tratta di un disboscamento, bensì di un intervento per diradare un bosco troppo fitto che avrebbe impedito alle piante di crescere sane. «Nonostante ciò avviamo fatto due multe per eccessivo dirado. Evidentemente i tagliatori si sono lasciati prendere la mano rispetto alle autorizzazioni». Permesso concesso nel febbraio scorso dall'ufficio forestazione della Provincia: «Abbiamo seguito la legge. Entro i venti ettari un bosco si può diradare, solo se un privato ha progetti di trasformazione dell'area, magari in edificabile, entra in gioco il Comune». Un'amministrazione completamente tenuta completamente all'oscuro del taglio. Cosa che non è assolutamente andata giù al sindaco Thomas D'Addona. E i verdi fanno proprio appello a lui: «Come tutti sanno i boschi svolgono un'importante funzione regolatrice del clima e di protezione delle risorse idriche, e questo taglio si configura come un vero scempio ambientale oltre che paesaggistico. Nelle segnalazioni ricevute si parla inoltre di alberi non semplicemente tagliati ma addirittura sradicati con trattori e ruspe. Si chiede pertanto alla Forestale di verificare se sono state rispettate le norme di taglio e di silvicoltura», precisano e concludono con un messaggio al primo cittadino: «Si fa appello affinché la sua amministrazione si impegni ad introdurre dei vincoli che impongano il mantenimento ad alto fusto dei boschi più pregiati e paesaggisticamente significativi».