Il sovrintendente ai Beni architettonici del Piemonte: ancora non abbiamo finito Che cosa stupirà di più? Molti propendono per SantUberto, ma devono ancora vedere la Sala di Diana Sono contento di essere riuscito a inculcare in tutti la passione per ciò che stavamo realizzando -------------------------------------------------------------------------------- Francesco Pernice, soprintendente ai Beni architettonici del Piemonte, è il direttore della Reggia di Venaria. Sin dagli inizi coordina come responsabile tecnico i cantieri di restauro. Labbiamo sentito a pochi minuti dallarrivo della Commissione di vigilanza incaricata di concedere il nulla osta alla fine dei lavori. Francesco Pernice, è già ora di tirare un sospiro di sollievo? «Diciamo di sì, non temo sorprese, se non fossi tranquillo non avrei mai autorizzato lapertura. Può darsi che la commissione ci chieda piccole lievi interventi, ma siamo in tempo per realizzarli». E lagitazione del giorno prima? «Non ho il tempo di agitarmi, ci sono ancora tante cose da fare perché si arriva sempre allultimo minuto. Per questo si devono stabilire delle date per aprire, così si corre. Se non ci sono scadenze cè il rischio di rilassarsi troppo. Invece qui si è lavorato ventre a terra. Ho già stabilito il prossimo appuntamento, tra due mesi inauguriamo il piazzale donore con la fontana di Castellamonte, in primavera sarà la volta della manica alfieriana delle ex carrozze, ogni due o tre mesi prevediamo nuove aperture». Soddisfatto? «Come potrei non esserlo, apriamo il più grande cantiere di restauro in Europa. Ma sono anche contento per essere riuscito ad inculcare in tutti, dal direttore alloperaio, la passione per quello che stanno realizzando, la voglia di farcela e di vedere la cosa finita. Abbiamo trascinato con il nostro entusiasmo anche i cittadini di Venaria. Ieri passavo per il centro, due anziani mi hanno fermato e ringraziato». Qual è stato il momento peggiore? «Allinizio, con lallora direttore regionale Alberto Vanelli ci si diceva che ci eravamo buttati in unavventura troppo difficile. Abbiamo però da subito potuto contare su buone commissioni tecniche per controllare lavvio dei cantieri e questo ha facilitato anche il dopo. Non cè stato nemmeno un ricorso, le cose sono andate avanti bene». E il momento più bello? «Linaugurazione di SantUberto, quando il sottosegretario Elena Marcucci mi ha fatto senza conoscermi grandi complimenti. E poi ho apprezzato le lodi di Vittorio Sgarbi, ha addirittura affermato che Pernice e la Venaria sono la stessa cosa». Che aspettative avete sul pubblico? «Linaugurazione della reggia è un evento molto atteso dopo 200 anni di abbandono, ci sarà grande attenzione. Attenzione riposta anche da parte dei tecnici, pensi che ricevo telefonate da San Pietroburgo a Versailles, i responsabili di quelle residenze vogliono venire a vedere da vicino i lavori. In effetti si sono adottate nuove tecnologie per il restauro, alcune le ho inventate o adottate per la prima volta. Come i carri ponte su ruote o il metodo Jos Rotec per pulire i marmorini e gli stucchi con una sabbiatrice a rotazione che in automatico toglie uno strato per volta e sostituisce il bisturi». Che cosa soprattutto stupirà la gente? «Premesso che la mostra è molto interessante, direi le architetture e in particolare quelle di SantUberto e della Reggia e Galleria di Diana. Ho fatto un sondaggio ed è risultato che il posto che piace di più è SantUberto. Però ora che la Sala di Diana è tornata allantico splendore qualcuno potrebbe cambiare idea». Che cosa auspica per oggi? «Che al ministro Rutelli piacciano il restauro e anche la mostra. E che si renda conto di persona che abbiamo realizzato una cosa che sembrava impossibile, su cui fino a pochi anni fa nessuno avrebbe scommesso nulla. Infine, spero passi il concetto che il recupero riguarda anche larea circostante. Vuole un dato? Fino a pochi anni fa una casa nel centro di Venaria costava poche centinaia di euro al metro quadrato, oggi siamo a 3500. E tutto questo per un investimento nei beni culturali».
PIEMONTE - Pernice e la sfida del restauro "Allinizio sembrava impossibile"
Il sovrintendente ai Beni architettonici del Piemonte, Francesco Pernice, parla con un giornalista sul cantiere di restauro della Reggia di Venaria. Pernice è contento di aver inculcato la passione per il progetto in tutti, dal direttore all'operaio, e di aver trascinato anche i cittadini di Venaria. Ha stabilito un calendario di aperture per il cantiere, tra cui la fine del piazzale donore con la fontana di Castellamonte e la mostra di SantUberto. Pernice auspica che il ministro Rutelli apprezzi il restauro e la mostra, e che si renda conto che il recupero riguarda anche l'area circostante.
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