Vaccari (Feltre): controllano tutto, ma così paralizzano ogni attività -------------------------------------------------------------------------------- Tutte le strade portano a Roma. Soprattutto quelle della burocrazia e della fiscalità. Sovrintendenze sempre pronte a mettere i bastoni fra le ruote, quando non passano il tempo a farsi la guerra tra loro. Prefetti che riverniciano di federalismo il solito, asfissiante controllo centralista. E un "grande fratello fiscale" che mette il naso dappertutto, spulciando al centesimo i conti di cittadini ed enti locali. Sindaci padani contro Roma, tocca a Gianvittore Vaccari, tornato la scorsa primavera alla guida di Feltre (Belluno) dopo il lungo mandato che l'aveva già visto sindaco della città dal 1993 al 2002, togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Che, politicamente parlando, ha la consistenza di un masso in caduta. «Perché siamo contro Roma? Faccio un esempio saliente che per noi rappresenta un problema grossissimo: le sovrintendenze. Sono un elemento di grande pesantezza. D'accordo, sono organismi regionali, ma di emanazione statale: sono i ministeri di Roma che provvedono a nomine, trasferimenti e quant'altro. Hanno un potere enorme e mettono lacci incredibili alle attività delle amministrazioni locali. Specialmente in un territorio di montagna come il nostro, che ha diversi vincoli paesaggistici e ambientali, oltre che sugli edifici di pregio. Questo è uno dei motivi per cui vogliamo essere padroni a casa nostra». Una riforma federale della cosa pubblica, per Vaccari, «significa anche che i funzionari dei vari uffici che fissano vincoli o danno il via libera siano eletti a livello regionale. Come sindaco di Feltre, ho dovuto affrontare vicende lunghe e complesse su molti progetti, come il teatro. La cosa scandalosa è che le varie sovrintendenze, ambientale, paesaggistica, culturale, fanno la guerra con il sovrintendente regionale». La vicinanza con regioni autonome come il Trentino e quelle austriache non fa che affondare il coltello nella piaga. «Anche su questo, là c'è una forte autonomia: sulle decisioni delle sovrintendenze interviene sempre un parere locale. Il che dimostra che noi siamo lontani anche dall'Europa». Altro retaggio del passato difficile da digerire - e di cui si parla molto in questi giorni - sono i prefetti. «Sotto il profilo della sicurezza sarebbe fondamentale dare maggiore ruolo organizzativo e decisionale ai sindaci. Siamo troppo sotto l'ombrello prefettizio, mentre dovrebbe esserci anche per il sindaco la possibilità, diciamo, di "coprogrammare" gli interventi delle forze dell'ordine. Dipendere da questa figura napoleonica non mi piace molto. E il ministero degli Interni sta creando comitati provinciali permanenti che ripropongono sotto le mentite spoglie del federalismo il solito controllo centralista». La riprova della bontà del decentramento gestionale arriva, per una volta, dalle strade. «Su queste godiamo di un inizio di federalismo tra virgolette, perché dopo la regionalizzazione dell'Anas disponiamo di un ufficio decentrato di Veneto Strade solo per la provincia di Belluno. Molte opere così si sono sveltite: è la testimonianza dei buoni effetti del federalismo, o comunque del portare verso il basso i centri decisionali». Vaccari è tornato sulla poltrona di sindaco dopo una legislatura. Cos'ha trovato di peggio rispetto a cinque anni fa? «Un controllo della fiscalità molto pesante. Non solo sui cittadini, quasi su ogni euro che si muove, ma anche per quanto riguarda le possibilità di manovra dell'ente locale. Patto di stabilità, blocco delle assunzioni...: siamo ingessati. Controllano ogni foglia che si muove, è una cosa bestiale. Mi è appena arrivata una nota che ci impone di comunicare alle Agenzie centrali del ministero delle Finanze e alla Corte dei Conti tutte le opere fatte a scomputo degli oneri di urbanizzazione da agosto di quest'anno. È un aggravio di pratiche, di costi, di incombenze. Risultato: il personale è sempre più preoccupato della forma anziché della sostanza degli obiettivi. Questa grande polizia fiscale è opprimente sotto tutti i punti di vista, per la libertà delle persone come delle istituzioni». a.accorsilapadania.net
Basta con il grande fratello fiscale e con i lacci delle sovrintendenze
Gianvittore Vaccari, sindaco di Feltre, critica il controllo centrale della burocrazia e della fiscalità in Italia. Afferma che le sovrintendenze regionali sono un problema, poiché hanno un potere enorme e mettono lacci alle attività delle amministrazioni locali. Vuole una riforma federale della cosa pubblica, con eletti a livello regionale per i funzionari che fissano vincoli o danno il via libera. Inoltre, critica i prefetti, che sono troppo sotto l'ombrello prefettizio, e vuole maggiore ruolo organizzativo e decisionale per i sindaci. Sostiene che il decentramento gestionale è un passo importante verso il federalismo, ma che il controllo centrale della fiscalità è opprimente.
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