Francesco Rutelli taglia corto. A Napoli per l'apertura del «Teatro Festival Italia», il ministro per i Beni e le attività culturali sceglie il più stretto riserbo su quello che potrebbe definirsi il nuovo caso Guzzo. Il soprintendente di Pompei ed Ercolano ha scritto a via del Collegio romano per sollevare eufemisticamente serie perplessità sulla nomina dell'archeologo Antonio De Simone a city manager dell'area degli scavi. Dieci mesi fa aveva manifestato la sua incompatibilità con il predecessore di De Simone, Luigi Crimaco, minacciando anche le dimissioni dal ministero. Che succede, ministro Rutelli? «Non rispondo sulle lettere che mi arrivano al ministero». Punto. Il problema resta, comunque. In seguito all'incarico di direttore amministrativo della Soprintendenza di Pompei ed Ercolano affidato ad Antonio De Simone, archeologo e docente dell'Università Federico II, il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo ha inviato al responsabile dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, una lettera in cui esprime dubbi e riserve circa l'opportunità della scelta: un altro archeologo come city manager rischierebbe di sovrapporsi alla figura del Soprintendente, creando equivoci e confuzione. «L'unica cosa che posso dire - precisa Guzzo, in questo giorni negli Usa - è che la procedura si è svolta perfettamente secondo le regole della legge, punto. Più di questo non posso perché più di questo non ho fatto e nessun altro ha fatto». In effetti, quell'incarico, stando a quanto previsto dalla legge del 1997 circa la nomina del direttore amministrativo della Soprintendenza, prevede che «per particolari esigenze connesse al perseguimento delle finalità di cui al presente articolo (è l'articolo 9 della legge 352, ndr), il Ministro per i beni culturali e ambientali, sentito il soprintendente e previa comunicazione al Consiglio dei ministri, può affidare le funzioni di cui al comma 6 (direttore amministrativo) ad un soggetto estraneo all'amministrazione (De Simone è docente universitario, ndr), con contratto di diritto privato di durata non superiore a cinque anni, rinnovabile». L'incarico ad Antonio De Simone giungeva dopo che da luglio era mancata la figura del manager nel consiglio di amministrazione, dal momento che il mandato a Luigi Crimaco non era stato ulteriormente prorogato. Ma se qualcuno pensava che la nomina di De Simone potesse mettere fine a un periodo burrascoso per Pompei evidentemente si sbagliava. L'anno scorso, infatti, proprio per diversità di vedute tra l'allora direttore amministrativo Crimaco e Guzzo si registrarono in rapida successione le dimissioni del soprintendente e il loro rientro nel giro di poche ore, dopo un colloquio - si ribadì - chiarificatore con il ministro. Il quale promise di risolvere la questione Pompei entro gennaio 2007. Il nuovo manager De sSimone, dal canto suo, preferisce tacere: ogni mattina è a Pompei almeno per alcune ore e questo almeno fino a quando la Corte dei Conti non avrà ratificato la nomina. Sul piede di guerra invece i sindacati. «La Commissione cultura del Senato ha dato parere favorevole all'accorpamento di Napoli e Pompei. - sottolinea Gianfranco Cerasoli della Uil - Se accadrà la stessa cosa alla Camera il city manager scomparirà di fatto, altrimenti l'incarico di direttore amministrativo resterà valido. Non è chiaro a che gioco si sta giocando al ministero». «Il problema vero è che nessuno si rende conto che le scelte politiche spettano al ministri, - sottolinea Claudio Calcara della Cisl - il dilemma grosso non è il manager ma l'impegno mancato sui programmi: Pompei ha bisogno di gente che lavori e non di chi continua a lamentarsi per quello che gli manca».
CAMPANIA - Pompei, Guzzo contro il city manager
Il ministro per i Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, ha nominato Antonio De Simone come city manager dell'area degli scavi di Pompei, nonostante le riserve del soprintendente Pietro Giovanni Guzzo. De Simone è un archeologo e docente dell'Università Federico II, mentre Guzzo ha espresso dubbi sulla nomina, affermando che un altro archeologo come city manager potrebbe sovrapporsi alla sua figura e creare equivoci. La procedura di nomina si è svolta secondo le regole della legge, ma Guzzo ha espresso preoccupazioni sulla possibilità di un conflitto di competenze. I sindacati hanno espresso preoccupazioni sulla possibilità di un accorpamento delle due amministrazioni, che potrebbe portare alla scomparsa del city manager.
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