Un botta e riposta con la Provincia dai contorni grotteschi, un tentativo di richiamare gli enti locali a fare di più per la Biennale. Il vicepremier Francesco Rutelli ieri avrebbe dovuto essere a Venezia, per partecipare allo Iuav all'incontro sulla cultura promosso dal nascente Partito democratico, con Walter Veltroni, Dario Franceschini e Massimo Cacciari La visita è invece saltata per «improvvisi impegni istituzionali (era a Napoli per il Festival nazionale del teatro), ma il vicepremier ha comunque fatto capire il suo pensiero con un comunicato che è piombato sullo Iuav durante le relazione di Veltroni. Il 17 ottobre, Rutelli si recherà alla commissione cultura della Camera su invito del presidente Pietro Folena, per illustrare le linee che ispireranno la nuova Biennale e il nuovo consiglio di amministrazione. «Solo successivamente - ha annunciato - designerò il nome del presidente, nella persona capace di attuare nel modo più coerente gli indirizzi: mi sono formato già un'opinione, ma è giusto che la scelta sia fatta nell'ambito di una chiara strategia, più che a seguito di una disputa sui nomi dei candidati». Quindi il messaggio agli enti locali e, soprattutto, alla Provincia di Venezia. «Ho consultato nelle scorse settimane gli amministratori cittadini e regionali, poiché è fondamentale, per la Biennale, la collaborazione tra il governo e le amministrazioni del territorio. Il che non deve però indurre all'equivoco di una confusione di ruoli: la cooperazione è decisiva, ma le competen ze sono stabilite dalla legge in modo chiaro. Sarebbe altrettanto desiderabile che gli enti territoriali investissero nella Biennale risorse finanziarie commisurate al protagonismo che giustamente mettono in campo. Penso ai lOrmìa euro che destina la Provincia di Venezia che ha diritto a un componente del consiglio di amministrazione ma, a differenza del Comune, non compensa con fornitura di altri servizi . Una "frecciata" all'amministrazione provinciale che fa in una direzione precisa, chiarita da Andrea Colasio, deputato padovano della Margherita, segretario della commissione cultura della Camera, molto vicino a Rutelli. «È chiaro - dice Colasio - che in Italia la cultura si regge sulle spalle dell'amministrazione statale, ma non deve essere così. In Spagna, la Catalogna spende per il cinema più di quanto non spenda il governo. Le nuove leggi sullo spettacolo e soprattutto quelle sul cinema, con l'apertura ai privati, vanno nella direzione di responsabilizzare maggiormente gli enti locali». La Regione, socia della Biennale, si allinea. «Rutelli ha ragione - dice Franco Mi-racco, portavoce del governatore Galan consigliere della fondazione - e la sua affermazione porta alla luce un problema che la Biennale si trascina. Finora non siamo riusciti a mettere in moto un meccanismo di reperimento delle risorse in chiave locale. Non tanto degli enti pubblici, quanto di altri soggetti che avrebbero la possibilità di fare la loro parte. Federalismo è anche questo». Un richiamo ai privati, dunque, anche perché gli enti locali non hanno risorse. Infatti il presidente della Provincia, Davide Zoggia, tirato in ballo da Rutelli replica. «Le dichiarazioni del ministro Rutelli giungono assolutamente inattese e, in un certo senso, dimostrano come sia stato informato in maniera parziale. La Provincia di Venezia, pur tra tutte le difficoltà che hanno gli enti locali, ha sempre cercato di contribuire al successo ed alla crescita della Biennale e, certamente, da un paio d'anni a questa parte ha sostanzialmente aumentato il proprio impegno in questo senso. I diecimila euro ai quali fa riferimento il ministro rappresentano la quota, diremmo così, istituzionale ma non contemplano assolutamente azioni quali il restauro del Padiglione Venezia, per il quale abbiamo dato 40mila euro, o il possibile trasferimento dell'Asse sull'isola di San Servolo». E qui Zoggia viene stoppato da Miracco. «A onor del vero - precisa il portavoce di Galan - il restauro del Padiglione Venezia è stato curato tutto dalla Regione, la Provincia ha solo pagato il catalogo...». «Vero - controbatte Zoggia - ma la ripartizione dei finanziamenti era stata decisa di accordo tra le istituzioni: a Comune e Regione il restauro, a noi il resto. Noti i capisco tutte queste puntualizzazioni, ma i non mi interessa polemizzare». Per Zoggia occorre andare aldilà della questione economica. «Credo che il protagonismo - aggiunge il presidente della Provincia - si debba basare sulle idee e non certo sulla possibilità di contribuzione economicamente: sarebbe assolutamente triste veder affermarsi la logica, che sono certo non è quella del ministro, che chi più paga ha maggiore diritto ad esprimere le proprie idee. Quello che è certo è che qualsiasi decisione in merito a nomine varie spetta al ministero: speriamo che si possa creare un clima di allineamento istituzionale tale da poter condividere, senza dover assistere al protagonismo delle polemiche, un progetto ed una strategie e non solo una rosa di nomi». Dunque, almeno sulla necessità di un progetto, sembrano d'accordo tutti. Lo scatto di Rutelli comporterà la richiesta di dimissioni all'attuale consiglio della Biennale Quello nuovo, secondo il sindaco Massimo Cacciali, avrà un compito importante. «La Biennale va cambiata, va riformata - afferma il sindaco - Con chi me lo dirà Rutelli. Tengo a sottolineare che qualunque sia la sua scelta, io la rispetterò e rispetterò il personaggio che Rutelli sceglie». «Ma a me interessa il programma - aggiunge Cacciati - La Biennale va cambiata passando ad attività permanenti che abbiano come perno la visibilità e l'utilizza-bilità dell'archivio delle arti contemporanee» .
Biennale, Rutelli bacchetta la Provincia sui contributi
Il vicepremier Francesco Rutelli ha fatto una "botta e riposta" con la Provincia di Venezia, criticandone la mancanza di impegno per la Biennale. Rutelli ha affermato che la Provincia non ha investito abbastanza risorse finanziarie nella Biennale, a differenza del Comune di Venezia. Ha anche criticato la Provincia per non aver contribuito al restauro del Padiglione Venezia. La Provincia di Venezia ha risposto con un portavoce, che ha affermato che la Provincia ha sempre cercato di contribuire al successo della Biennale e ha aumentato il proprio impegno in questo senso.
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