Martedì sera il maxi-emendamento sul quale il governo porrà la questione di fiducia, da votare poi l'indomani. È questo il calendario di massima del governo per far uscire il "decretone" collegato alla Finanziaria dalle secche in cui si è incagliato durante l'esame in Senato. L'altra notte la commissione Bilancio è riuscita in qualche modo a chiudere la pratica del decreto, passato ieri in aula, mentre la commissione voterà da lunedì gli emendamenti alla legge finanziaria (tra i quali c'è quello che fissa in "Naturalmenteitaliano" il nome del marchio sui prodotti agroalimentari). Ma il voto a favore della proposta di An, che ha reso più severo la sanatoria edilizia (disponendo che il limite di 750 metri cubi sia riferito all'intero immobile abusivo), e il disaccordo sulla nuova Cassa depositi e prestiti Spa (Cdp) testimoniano del nervosismo nella maggioranza. Proprio sul condono il relatore Ivo Tarolli (Udc) ha annunciato che «si vuole ripristinare la norma originaria». I tecnici sono al lavoro per rimediare ai "danni". La volontà è di arrivare alla stesura definitiva del testo su cui apporre la fiducia entro il fine settimana, prima che l'assemblea passi alle votazioni. Ma ecco quali sono le principali questioni rimaste aperte. Cdp. Il nodo più intricato riguarda di sicuro le caratteristiche della futura Cassa depositi e prestiti. È una battaglia che vive sull'ennesimo scontro tra il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, spalleggiato dalla Lega, e il governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio. Il testo di Tremonti fissa che la futura Cdp Spa possa raccogliere denaro, tramite obbligazioni e buoni postali, oltre ai tradizionali impieghi a favore di enti locali (e anche società private). Un qualcosa, quindi, di molto simile a una banca a tutti gli effetti, come afferma Via Nazionale che, col supporto di An e Udc, vorrebbe mettere perciò la Cassa sotto la propria vigilanza. Per Tremonti, viceversa, sarebbe solo un intermediario finanziario non bancario; in questo caso, non ci sarebbe bisogno di una base patrimoniale e i controlli di Bankitalia sarebbero più blandi. Beni culturali. La maggioranza ha ritirato, dopo il voto contrario di Lega e Ulivo, l'emendamento del relatore che fissava in 60 giorni il termine entro il quale le Sovrintendenze avrebbero dovuto dare il proprio parere sulla vendita di beni di valore artistico dello Stato, pena lo scattare della procedura di "silenzio-assenso". Tarolli intende riproporre in aula pure questo punto. Servizi pubblici locali La commissione ha approvato una proposta della Lega che allunga di due o tre anni, rispetto al 31 dicembre 2006, il periodo transitorio per privatizzare i servizi locali, in caso di fusione tra piccole municipalizzate. L'Udc chiede di tornare indietro. Amianto. Il "decretone" riduce il coefficiente necessario a calcolare i criteri di pensione per i lavoratori che sono stati esposti all'amianto. Ora un emendamento di Tarolli punta a precisare la dotazione finanziaria per i pensionamenti di quanti hanno maturato i diritti, stanziando 75 milioni di euro l'anno.