Sempre più lontana la riconferma del presidente al quale Rutelli chiederà di sciogliere il cda Venezia. La Biennale avrà il suo presidente entrò metà novembre. La garanzia arriva direttamente da Francesco Rutelli, vicepremier con delega ai beni culturali. Ed è sempre più probabile che sarà un nuovo presidente, anche se in cuor suo Rutelli avrebbe voluto riconfermare Davide Croff. Ipotesi sempre più lontana per le opposizioni di Regione e Comune, vale a dire metà degli "azionisti" pubblici della Biennale. Per ora intanto Croff viaggia su altre rotte: ieri, mentre tra Venezia e Roma si parlava del destino suo e della Biennale, il manager veneziano era nella sede di Mediobanca a Milano quale rappresentante italiano di Tpg, il fondo americano in corsa per Alitalia. E poi c'è la presidenza dell'azienda trevigiana Permasteelisa. Insomma gli impegni non gli mancheranno, quando lascerà la fondazione. Rutelli adesso avrebbe in testa altri due nomi. Quelli usciti finora - gli ultimi sono Giorgio Ferrara e Vittorio Bo - sono sembrati gregari lanciati a tirare la volata. Di sicuro, dopo l'esperienza di Franco Bernabè e Davide Croff, la scelta non cadrà su un manager, ma su un uomo di cultura. Etichetta che in verità può essere interpretata in maniera abbastanza elastica. Rutelli comunque vuole una personalità di alto profilo, per evitare ostacoli nelle commissioni cultura di Camera e Senato, dove la nomina deve passare per le forche caudine dei partiti. Il parere delle commissioni non è vincolante, ma importante, come nei giorni scorsi ha fatto capire Pietro Folena (presidente della commissione di Montecitorio). «Non voterò nomi imposti dall'alto», aveva affermato Folena, convocando Rutelli in audizione per capire quali sono le linee che ispireranno la nomina e il futuro della Biennale. E Rutelli ha accolto l'invito: in commissione andrà mercoledì 17 ottobre alle 15. Il vicepremier ieri doveva essere a Venezia per partecipare a un incontro sulla cultura allo Iuav (l'istituto universitario di architettura) con Walter Veltroni, Dario Franceschini e Massimo Cacciari, ma il viaggio veneziano di Rutelli è stato annullato per «improvvisi impegni istituzionali». E allora il suo pensiero è stato affidato a un comunicato stampa nel quale ha annunciato che solo dopo l'audizione del 17 ottobre designerà il nome del presidente «nella persona capace di attuare nel modo più coerente gli indirizzi». «Mi sono formato già un'opinione - ha aggiunto Rutelli - ma è giusto che la scelta sia fatta nell'ambito di una chiara strategia, più che a seguito di una disputa sui nomi dei candidati». Di una cosa Rutelli è sicuro: «È interesse di tutti - ha annunciato ieri - che il nuovo assetto della Biennale sia definito in anticipo rispetto alla scadenza di inizio 2008: è mio obiettivo procedere entro la metà di novembre». E quanto ai direttori delle diverse sezioni «toccherà al presidente nella pienezza delle sue funzioni proporre le nomine al consiglio di amministrazione». È chiaro a questo punto che a breve il vicepremier chiederà a Croff di sciogliere l'attuale cda della Biennale, con conseguenti dimissioni dei consiglieri. «Nessuno mette in dubbio che la nomina spetti al ministro, come detto più e più volte - dice il presidente della Regione, Giancarlo Galan -. Noi faremo la nostra parte con un convegno che organizzeremo entro novembre per mettere a confronto idee e progetti sulla Biennale». Sulla stessa linea il sindaco Massimo Cacciari. «Qualsiasi sia la scelta del ministro Rutelli sarà una scelta che io rispetterò - dice Cacciari - Ma a me interessa il programma: la Biennale va cambiata, va riformata. Bisogna passare a una Biennale fondata su attività permanenti, che abbiano come perno la visibilità, l'utilizzabili-tà dell'Archivio della Arti contemporanee. E poi, i direttori devono collaborare insieme non può ognuno svolgere il suo compitino a prescindere dall'altro. Va valorizzata l'interdisciplinarietà della Biennale, con chi me lo dirà Rutelli». Prima che a Cacciari, però, Rutelli lo dirà mercoledì prossimo alla commissione cultura della Camera, dove l'iter di rinnovo della Biennale jnizierà un cammino non facile. Basti pensare a quanto avvenne nel gennaio 2004, quando la nomina di Croff - indicato dall'al-lora ministro Giuliano Urbani di Forza Italia - fu bocciata dalla commissione cultura del Senato con l'insolito asse An-Ds-Rifondazione. A sostenere Croff furono Margherita e Forza Italia.
Biennale, Croff verso l'ultimo atto
Il presidente della Biennale, Francesco Rutelli, sta cercando di sciogliere il consiglio di amministrazione e di nominare un nuovo presidente. Rutelli ha chiesto al vicepremier di sciogliere il cda e ha annunciato che il nuovo presidente sarà scelto entro la metà di novembre. Rutelli ha anche annunciato che il nuovo presidente sarà scelto in base a una chiara strategia, non a seguito di una disputa sui nomi dei candidati. I nomi che Rutelli ha in testa sono quelli di un uomo di cultura, non di un manager. Il presidente della Regione, Giancarlo Galan, ha confermato che la nomina spetterà al ministro Rutelli e che la Regione farà la sua parte per mettere a confronto idee e progetti sulla Biennale.
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