NAPOLI. «È assai meglio di quanto avessi-immaginato». Nel pomeriggio - compli-ce anche il sole che spunta dopo una mattinata di pioggia - il ministro della Cultura Rutelli arriva nel porto con la scorta e visita la Cittadella, il Tenda-Teatro e il Tenda-due, poi sale sulla nave-ostello Snav Lazio capace di 1600 posti letto per attori, tecnici e turisti. È il cuore del Teatro Festival Italia, la rassegna triennale intemazionale da luì voluta e assegnata a Napoli dopo un concorso, nell'aprile scorso, cui hanno partecipato undici città italiane. La sua visita nel giorno in cui la rassegna prende il via, è una consacrazione. «Questa rassegna - ha esordito il ministro - è stata immaginata per i giovani. Per favorire la loro creatività e avvicinarli al teatro, per seminare un'attenzione di massa delle giovani generazioni. E questo "Prologo" del Eestival vero e proprio, che si svolgerà tra giugno e luglio del 2008 e del 2009, è all'altezza delle attese, anche di più, e fa di Napoli una capitale internazionale della cultura. Ciò mi sembra un messaggio prezioso per la città e la sua regione». E cosa pensa il ministro delle intenzioni del governatore Bassolino, che vorrebbe Napoli come sede definitiva di questo Festival, anche dopo il triennio stabilito nel bando di concorso? «L'anno scorso un festival teatrale permanente che potesse competere con Avignone ed Edimburgo non c'era. Oggi è una realtà, costruita rispettando i tempi e le garanzie di trasparenza. 11 futuro è nelle mani dei creativi e delle istituzioni. Noi abbiamo immaginato una competizione virtuosa tra le città italiane che vorremmo confermare anche in futuro. Crediamo, insomma, in un festival itinerante». E Bassolino: «Noi parteciperemo anche al prossimo bando di concorso per il festival del triennio successivo. Se il ministero deciderà di assegnarlo ad altre città, vuoi dire che faremo un nostro festival internazionale del teatro, a partire da qui, dal porto, ormai non più separato dalla città, anzi, simbolo più evidente del suo cambiamento». Rutelli parla anche del San Carlo, «un altro impegno del governo per la realtà napoletana. E presto sarò a Monterrey per sostenere la candidatura della città, che vuole ospitare il Forum delle culture per il 2013». Il commissariamento del San Carlo finirà a febbraio prossimo: sarà prorogato? «Valuteremo alla fine del periodo previsto. Intanto, riceveremo oggi il primo assegno dagli industriali napoletani, che hanno sponsorizzato il Lirico con un milione di euro. E sottilineo: "È il primo assegno"». Per il ministro della cultura risanare il San Carlo «è come scalare una montagna, ma il governo non si tira indietro, ha aumentato il Fondo unico per lo spettacolo, che aiuterà certamente anche il Lirico napoletano, per cui vedo un lavoro comune di governo, istituzioni locali, sponsor privati e Parlamento». Pensa a una legge speciale? «Non so, ma bisogna stare attenti a non avvantaggiare una fondazione lirica sulle altre, soprattutto su quelle con i bilanci in ordine». In serata Rutelli è stato proprio al San Carlo per applaudire i cento musicisti indiani di «A Hundred Charmers» nella serata evento del Festival. Una presenza simbolica importante: «Venire qui ha un senso particolare, perché questo teatro è un bene prezioso dell'Italia intera». Quanto al festival del teatro: «È una scommessa vinta. Troppe volte si parla di Napoli per le cattive notizie, questa rassegna dimostra che la cultura oltre a essere arte, può essere anche uno strumento di riscatto e di crescita». Rutelli, però, nella sua giornata all'ombra del Vesuvio, ha visto anche l'altra Napoli, quella dei Quartieri Spagnoli, piazza Baracche, un ex rifugio di guerra che oggi è la sede dell'associazione Sabu, costituita da giovani che hanno sistemato e abbellito la piazza, e organizzano mostre, sfilate, concerti e spettacoli. E ieri il ministro ha assistito proprio a un «trailer» teatrale, quello proposto, nei locali della Sabu da Cristina Donadio, Antonio Buonomo e Benedetta Bottino impegnati in «Io, Clitemnestra - II verdetto», di Valeria Parrella, che trasporta nel tempo della camorra la figlia del re di Sparta e sarà proposto sabato nella giornata conclusiva del Festival. Il ministro ha ascoltato i ragazzi e ammirato il loro coraggio in un quartiere difficile»: «Dobbiamo aiutarli», è stata la promessa.