Puntuale come ogni anno, a metà autunno a Capri torna alla ribalta il problema della Certosa di San Giacomo. E a riaprire l'infinita vertenza è il sindaco Costantino Federico che ha chiesto un incontro urgente a Roma con il ministro Giuliano Urbani per discutere sulle sorti future dell'antico complesso monumentale. Un bene e un patrimonio storico unico che Federico ritiene essere prioritariamente dei capresi che hanno pieno diritto di decidere attraverso i propri rappresentanti istituzionali anche la fase gestionale. Ed è per questo che sindaco ieri ha deciso di dare battaglia mettendo sotto accusa l'attuale utilizzo della Certosa e la sua sorte futura. «Il suo molo di luogo sacro e, ad un tempo, di centro di impulso delle attività socio-culturali, che ha assunto fino dall'epoca della sua costruzione, risalente al XIV secolo, impone - scrive il sindaco al ministro Urbani - a noi, chiamati a tutelarne gli interessi più immediati, di prospettare l'evenienza che nessuna decisione, rispettosa della tradizioni delle popolazioni locali, può essere assunta senza il coinvolgimento diretto dei suoi rappresentanti elettivi». Analogo appello è stato rivolto al sottosegretario Nicola Bono, che da tempo si è interessato in prima persona del rilancio del complesso monumentale, a cui il sindaco Costantino Federico ha ricordato che «è necessario ridare impulso all'intero progetto ma soprattutto individuare il Comune di Capri il referente dell'intera popolazione. Solo l'ente locale, infatti, potrà garantire la corretta e puntuale istruttoria per un coinvolgimento di tutti gli enti interessati al recupero complessivo della Certosa, al suo rilancio e alla sua fruizione con una gestione che veda nella realtà e nelle istituzioni locali i soggetti responsabili ed operativi». Federico ha anche segnalato al sottosegretario Bono come siano stati disattesi tutti gli impegni assunti a suo tempo sia per il recupero strutturale che per l'intera gestione. «Un percorso - ricorda Federico - che doveva terminare con la costituzione di una fondazione alla quale poter affidare la gestione del complesso monumentale. L'accordo che pure vide partecipe le istituzioni e gli enti competenti e tra queste le Soprintendenze oggi viene negato. L'incredibile decisione - conclude il sindaco Federico - ci è stata comunicata ieri dalla Soprintendenza speciale per il polo museale della Regione che con una sua nota ci invita a prendere atto del superamento dell'accordo che, tra l'altro, era stato sottoscritto ai massimi livelli istituzionali». Ma insieme al primo cittadino è scesa in campo anche l'associazione dei commercianti. «Il monumento ed in particolare il chiostro grande sono stati concessi ad organizzazioni private per serate gastronomiche e conviviali, da qui la denunzia dei commercianti capresi che hanno affidato la loro protesta alla ai vertici della associazione». Il presidente dell'Ascom Beppe Massa infatti già agli inizi di ottobre aveva rimesso una dettagliata denunzia a Ministero, Regione, Comune e Soprintendenze. Massa a nome dei suoi iscritti sottolineava che «l'Ascom non avrebbe più accettato per la prossima stagione turistica che continuasse l'oltraggio ad un monumento che meriterà ben altra sorte che quella di essere destinato a ristorante di lusso».